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	<title>SEM e SEO &#8211; Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>SEO Copywriting per PMI</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-copywriting-per-pmi/</link>
				<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 08:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO Copywriting per PMI]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>In questo secondo articolo riparliamo di SEO Copywriting per PMI. Infatti, dopo avervi parlato di Content SEO tramite un breve decalogo, oggi andiamo più nello specifico e a capire come intervenire sul contenuto del nostro sito per ottenere una corretta ottimizzazione. Quando parliamo di SEO Copywriting ci riferiamo alla pianificazione di tutte quelle attività che [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>In questo secondo articolo riparliamo di SEO Copywriting per PMI. Infatti, dopo avervi parlato di Content SEO tramite un breve decalogo, oggi andiamo più nello specifico e a capire come intervenire sul contenuto del nostro sito per ottenere una corretta ottimizzazione.<span id="more-1777"></span></p>
<p>Quando parliamo di SEO Copywriting ci riferiamo alla pianificazione di tutte quelle attività che ci permettono di raggiungere il nostro potenziale pubblico, e coinvolgerlo quindi non lavoriamo in primis per i motori di ricerca ma per le persone che usufruiranno del nostro prodotto.</p>
<p>Sembra facile a dirsi, in realtà non è complicato se fate attenzione ai consigli che riportiamo di seguito:</p>
<ol>
<li>Per un corretto SEO Copywriting, le pagine dovrebbero avere un alto rapporto tra testo e codice a favore del testo. Quindi se si visualizza il codice sorgente di una pagina, ci dovrebbe essere <strong>molto più testo rispetto al codice</strong> I motori di ricerca lo ameranno.</li>
<li>Occhio ai <strong>nomi dei file delle immagini</strong>! Utilizza la parola chiave nel nome del file (immagini o documenti allegati) e avrai un beneficio SEO.</li>
<li>Usa il tag <strong>&lt;h1&gt;</strong> per il titolo. Google terrà il titolo in estrema considerazione soprattutto se le parole del titolo sono presenti anche in qualche altra parte del testo.</li>
<li>Scrivi in modo che il <strong>titolo sia significativo</strong>. Preferisci una lunghezza del titolo della pagina fra i 35 e i 70 caratteri. Piuttosto che intitolare &#8220;Thermo468&#8221; è meglio &#8220;Thermo 468, il termoregolatore intelligente&#8221;.</li>
<li>Utilizza la <strong>strategia Long Tail</strong>: meglio molte parole chiave con volume di ricerca inferiore rispetto a scegliere poche parole chiave con un alto volume di ricerca.</li>
</ol>
<ol start="6">
<li>Non sottovalutare l&#8217;<strong>URL</strong> della pagina. Fai in modo che contenga la keyword di riferimento</li>
<li>Definisci la <strong><em>meta descrition</em></strong> dell’articolo/pagina. Ricorda che se non viene definita viene inserito l&#8217;inizio del testo della pagina di norma poco significativo.</li>
<li>Google, per quanto avanzato, resta pur sempre un motore “cieco”, quindi può capire il contenuto delle immagini solo dal contesto in cui si trovano. Spesso però il contesto non è sufficiente, quindi ottimizza il nome file e gli <strong>attributi <em>alt</em> e <em>title</em></strong> perché le nostre immagini non restino insabbiate.</li>
<li>I sinonimi, i plurali, variazioni grammaticali e parole correlate sono appetitosi per i motori di ricerca.</li>
</ol>
<ol start="10">
<li>Ricordiamoci che stiamo scrivendo un <em>ipertesto</em>, non dimentichiamo di inserire dei <strong>link interni</strong> al nostro sito.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hai già applicato queste semplici e utilissime regole? Raccontaci quali sono state le tue esigenze e come hai trovato la risposta giusta ai tuoi quesiti.</p>
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		<item>
		<title>10 pillole di Content SEO (parte 1)</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/10-pillole-content-seo-parte-1/</link>
				<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 06:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo del nuovo millennio pone le aziende davanti a inesplorati orizzonti. Diversi strumenti cambiano faccia, presentandosi come spazi digitali ricchi di box da riempire di contenuti. Come creare e gestire questi contenuti? Scopri 10 pillole di Content Seo per dare vita a contenuti d&#8217;impatto! L&#8217;avvento del nuovo millennio, si sa, ha portato una serie di [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo del nuovo millennio pone le aziende davanti a inesplorati orizzonti. Diversi strumenti cambiano faccia, presentandosi come spazi digitali ricchi di box da riempire di contenuti. Come creare e gestire questi contenuti? Scopri 10 pillole di Content Seo per dare vita a contenuti d&#8217;impatto!<span id="more-1770"></span></p>
<p>L&#8217;avvento del nuovo millennio, si sa, ha portato una serie di cambiamenti. Speranza in un mondo migliore, in tecnologie sempre più evolute, ma anche paure di una fine improvvisa e, in campo informatico, terrore che le datazioni dei vari dispositivi potessero impazzire generando il caos!</p>
<h2><strong>Quando nasce la Content Seo?</strong></h2>
<p>Internet si trovava in una delle sue fasi più felici. I siti statici sempre più venivano sostituiti da piattaforme flessibili e molto più funzionali, si tornava a dare il giusto peso ai contenuti limitando estrose grafiche e animazioni fini a se stesse e in terre lontane si iniziava a sognare di portali di condivisione che ben presto avrebbero rivoluzionato la nostra vita.</p>
<p>E&#8217; in questo contesto che si inizia a parlare di Web 2.0. Il motto, profetizzato anni prima da Bill Gates, diventa &#8220;<em>Content is the King</em>&#8220;. Ogni giorno nascono nuovi siti, magazine e blog dove sono gli articoli redazionali a diventare la spina dorsale del sito stesso.</p>
<p>Con tutto questo fermento i motori di ricerca, o meglio Google, non rimane a guardare. <strong>Contenuti di qualità</strong>, <strong>autorità del brand</strong>, longevità del dominio, mancanza di contenuti duplicati, <strong>mappe del sito funzionali</strong> e tanti altri elementi (più o meno oggettivi) spingono il SEO verso gli aspetti qualitativi piuttosto delle astuzie del passato.</p>
<h2><strong>Content Seo: 10 pillole per contenuti d&#8217;impatto!</strong></h2>
<p>Ogni anno che passa la logica intuita 15 anni fa si fa sempre più estrema. Titoli, sottotitoli, paragrafi di testo, immagini, collegamenti&#8230; Ogni elemento che inseriamo deve avere una serie precisa di parametri e avere un sito/blog/magazine non ottimizzato, o con un ottimizzazione errata, oggi è un vero suicidio.</p>
<p>Vediamo un funzionale decalogo dei principali accorgimenti.</p>
<ol>
<li><strong>Scrivi per gli utenti, ottimizza per i robot</strong>. Ricorda che i tuoi utenti sono le persone e non i motori di ricerca. Se i tuoi contenuti sono piacevoli per i tuoi lettori allora piaceranno anche ai motori di ricerca. Più i tuoi utenti leggeranno, commenteranno, risponderanno, condivideranno i tuoi contenuti e più i motori di ricerca ti considereranno autorevole e ti premieranno.</li>
<li><strong>Utilizza una piattaforma di qualità</strong>. Se il sito in HTML potenzialmente può essere considerato il massimo livello relativo all’ottimizzazione SEO, oggi si prediligono piattaforme CMS (Content Management System) che permettono una maggiore flessibilità e facilità di aggiornamento.<br />
Ad esempio WordPress è stato originariamente progettato per i blog, ma è versatile e abbastanza potente da essere usato anche per un modesto e-commerce (grazie ad appositi plugin). Joomla è un altro popolare CMS, anche se è un po’ più difficile da personalizzare per scopi SEO. Magento è un sistema CMS progettato specificamente per e-commerce, è molto ma molto potente e versatile, ma più difficile da utilizzare…</li>
<li>Estetica e funzionalità. La tua home page è una delle risorse più importanti che hai, è la prima pagina che un motore di ricerca esamina ed è la home page ad essere la principale fonte di PageRank. Non usare <strong>Flash</strong>! Ci mette molto a caricare e i suoi contenuti non possono essere letti dai motori di ricerca. Non usare i <strong>frame</strong>, distruggono completamente le possibilità di un sito web di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca. Se un sito web utilizza dei frame, l’unica pagina che i motori di ricerca indicizzeranno è la home page.</li>
<li>Dai al tuo sito una <strong>struttura gerarchica ben organizzata</strong> e senza troppi livelli. Il tuo obiettivo deve essere quello di avere ogni prodotto a non più di tre click di distanza dalla tua home. Se un lettore ha difficoltà a navigare nel nostro sito figuriamoci un motore di ricerca. Eccessivo codice, codice non pulito, troppi elementi multimediali a scapito di contenuti testuali possono complicare la vita dei robot e penalizzarvi. Piuttosto aiutiamoli con una <strong>sitemap</strong>.</li>
<li>Non sottovalutare il <strong>layout responsive</strong>. Oggi le statistiche dicono che la maggior parte delle visualizzazioni di un sito avviene da un dispositivo mobile. Le informazioni e le gerarchie devono essere ottimizzate evidenziando le priorità e mettendo il superfluo in secondo piano.</li>
<li><strong>Condividi i tuoi articoli e fai condividere i tuoi articoli</strong>. Condividili sui tuoi canali social in modo da amplificare il messaggio e raggiungere maggiori utenti e metti i pulsanti di condivisione ai principali social network. Pubblica articoli di interesse (offerte, novità, eventi, ecc.) in modo da rendere appetibile il proprio contenuto ai tuoi lettori.</li>
<li><strong>Aggiornamenti e news</strong>. Un sito non aggiornato è un sito morto. Le news sono il veicolo più semplice e spesso utili a veicolare messaggi trasversali come la partecipazione ad eventi di settore, open-day aziendali, ma anche più semplicemente l’occasione per ringraziare i partecipanti alla cena di Natale aziendale!</li>
<li>Comunicare a 360°. <strong>Condividi i tuoi articoli</strong> sui differenti canali perché la comunicazione aziendale deve essere multidirezionale, a 360°. Sbagliato sarebbe considerarla monodirezionale sito/social.</li>
</ol>
<ol start="9">
<li>Quando si parla di contenuto non si parla di solo testo. Le <strong>immagini</strong> alleggeriscono la lettura della pagina, aiutano la comprensione del nostro articolo e rimangono impresse più a lungo</li>
<li>E per concludere, <strong>usate le liste e gli elenchi numerati</strong>! Risultano di più facile fruizione e gli utenti le preferiscono 🙂</li>
</ol>
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										</item>
		<item>
		<title>Digital PR e guest posting nella SEO</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/digital-pr/</link>
				<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 10:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital PR]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La visibilità online non è tanto diversa da quella di tutti i giorni. Nessuno si accorgerà di un buon sito, se questo non è visibile al target di riferimento. Una delle attività più importanti in termini di visibilità, ma che spesso viene sottovalutata, sono le Digital PR. In questo articolo vedremo come integrare tali attività all’interno [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La visibilità online non è tanto diversa da quella di tutti i giorni. Nessuno si accorgerà di un buon sito, se questo non è <strong>visibile</strong> al target di riferimento. U</span>na delle attività più importanti in termini di visibilità, ma che spesso viene sottovalutata, sono le <strong>Digital PR</strong>. In questo articolo vedremo come integrare tali attività all’interno di una strategia <strong>SEO</strong>.</p>
<p><b>Cosa sono le Digital P.R.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di partire con il focus del nostro articolo, facciamo luce sul significato di Digital PR, spesso frainteso.<br />
</span>Le Digital PR sono tutte quelle attività necessarie per instaurare relazioni digitali che permettano a un brand o un’azienda di aumentare la propria popolarità online.<br />
Sotto questo termine, quindi, troviamo diverse attività, utili per:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Aumentare l’<strong>awareness</strong> di un brand</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Migliorare la <strong>brand reputation</strong></span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Generare Wom (<strong>Word of Mouth</strong>), ovvero il passaparola</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Generare nuovi <strong>contatti</strong></span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Intercettare <strong>influencer</strong> di settore</span></li>
</ul>
<p><b>Perché le Digital PR sono importanti per la SEO</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo che uno dei parametri più importanti per un sito, in ottica SEO, sono i backlink (o link in ingresso), che determinano l’autorevolezza di un sito web agli occhi del motore di ricerca.<br />
</span>Una delle azioni più profittevoli per ottenere link in ingresso di buona qualità che, quindi, soddisfino sia l’utente sia il motore di ricerca, è il <strong>Guest Posting</strong>, ovvero la pubblicazione di articoli (che linkano al mio sito) su altri blog, siti o portali a tema.<br />
In che modo, però, è possibile dare inizio a un’attività di Guest Posting?<br />
Ecco che entrano in gioco le Digital PR.</p>
<p><b><span id="more-1417"></span>Come individuare blog o portali di riferimento</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono diversi metodi e tool per selezionare blog, siti o portali a tema. Eccone alcuni:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Ricerca Manuale: molto semplicemente, potrai cercare direttamente su Google i siti a tema con il tuo settore che permettono la pubblicazione di guest post. Per agevolare la ricerca, potrai utilizzare l’operatore “allintitle”. Se, ad esempio, ti interessa il settore food, non dovrai far altro che digitare nella barra di ricerca di Google </span>allintitle: food guest post</li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Community Online: un’altra strategia per reperire contatti a tema, può essere quella di utilizzare le community su Facebook. Esistono, infatti, moltissimi gruppi di blogger o esperti di settore, perchè non provare con una semplice richiesta?</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Tool: potrai anche utilizzare alcuni tools utili per le attività di linkbuilding. Tra questi ti consiglio Link Prospector e Scrapebox.</span></li>
</ul>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg"><img class=" size-full wp-image-1419 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg" alt="fumetti baloons" width="358" height="238" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg 358w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 358px) 100vw, 358px" /></a></p>
<p><b>Come scegliere i migliori siti per il Guest Posting</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricorda che il tuo obiettivo è quello di ottenere link in ingresso di qualità, quindi dovrai prestare molta attenzione alla selezione dei blog o siti su cui pubblicare i tuoi guest post.<br />
</span>Alcuni dei parametri da tenere in considerazione possono essere:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Domain Authority: per verificare l’autorità del dominio e, quindi, la qualità del link. Per valutarla puoi utilizzare la opensiteexplorer di Moz</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Presenza Social: anche questo può essere un fattore molto importante, anche per garantirsi un bacino di lettori in target.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Tipologia di link permessa: la miglior tipologia di link è ovviamente quella interna al testo con “Anchor Text” ottimizzato per la keyword della pagina di destinazione. Purtroppo, non sempre è permesso.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Profilo backlink: un breve profilo dei backlink del sito ti aiuterà a capire la link popularity del sito. Potrai verificarlo sempre con la opensiteexplorer o con MajesticSEO.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco uno dei modi per integrare le </span><b>Digital PR</b><span style="font-weight: 400;"> in una strategia SEO. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E tu, ne conosci altri?</span></p>
<p>Deborah Ascolese</p>
<p><a href="http://www.kiquix.com" target="_blank">sito web</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/deborahascolese" target="_blank">Linkedin</a> <a href="https://www.facebook.com/deborah.ascolese" target="_blank">Facebook</a> <a href="https://twitter.com/DeborahAscolese" target="_blank">Twitter</a> <a href="https://plus.google.com/+DeborahAscolese/about/" target="_blank">Google+</a></p>
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										</item>
		<item>
		<title>SEO &#8211; parte 2</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-parte-2/</link>
				<pubDate>Sun, 27 Dec 2015 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Nel precedente articolo abbiamo visto come svolgere una delle più importanti attività della SEO: la ricerca delle parole chiave. Oggi vediamo invece come utilizzare le nostre keywords per ottimizzare una pagina web in ottica SEO. Per fare ciò prenderemo in considerazione i principali fattori on-page. Vediamo insieme quali sono. La SEO per Ottimizzare una Pagina Web: i fattori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-parte-2/">SEO &#8211; parte 2</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Nel precedente articolo abbiamo visto come svolgere una delle più importanti attività della SEO: la <strong>ricerca delle parole chiave. </strong>Oggi vediamo invece come utilizzare le nostre <strong>keywords</strong> per <strong>ottimizzare </strong>una pagina web in ottica SEO.<br />
Per fare ciò prenderemo in considerazione i principali fattori <strong>on-page</strong>. Vediamo insieme quali sono.</p>
<h2>La SEO per Ottimizzare una Pagina Web: i fattori on-page</h2>
<p>I primi elementi da tenere in considerazione per ottimizzare una pagina web sono <strong>i tag </strong>presenti nell’intestazione della pagina stessa, ovvero nell’<strong>&lt;head&gt;</strong> per usare un linguaggio tecnico. In particolare, la keyword scelta per ottimizzare la pagina dovrà comparire:</p>
<ul>
<li>Nel <strong>tag title</strong>: è l’elemento che definisce il titolo di una pagina. In questo caso è sempre meglio inserire la keyword come primo elemento accostato al nome del brand o del sito, e compreso in una lunghezza tra i 40 e i 55 caratteri<strong>.</strong></li>
<li>Nel <strong>meta-tag description</strong>: descrive il contenuto della pagina in questione. E’ buona norma scrivere una description tra i 140 e i 156 caratteri e che, oltre a contenere la keyword, sia anche comunicativa.</li>
</ul>
<p>Passiamo ora agli elementi on-page, contenuti nel <strong>&lt;body&gt;</strong>, ovvero il <strong>corpo</strong> di una pagina web.</p>
<p><span id="more-1301"></span>Questi sono:</p>
<ul>
<li>I tag di<strong> intestazione </strong>(H1, H2, H3 ecc..): definiscono i titolo di un articolo o di un suo paragrafo. Si consiglia di rispettare sempre l’ordine di importanza degli elementi e di utilizzare la keyword nell’H1 e in almeno uno degli altri sotto-elementi.</li>
<li>I tag di<strong> enfasi</strong>: come il grassetto (&lt;strong&gt;) o il corsivo (&lt;em&gt;). E’ importante evidenziare non solo le keywords principali o correlate, ma anche concetti chiave che aiuterebbero la lettura veloce del testo.</li>
<li>Gli<strong> alt-tag </strong>dell’immagine: sono gli attributi che descrivono le immagini, di particolare rilevanza per il motore di ricerca. Si consiglia di scegliere sempre immagini ad alta risoluzione e contrassegnate per essere riutilizzate.</li>
<li>Gli<strong> anchor text </strong>dei link: si tratta della porzione di testo presente all’interno di un collegamento ipertestuale. In questo caso bisogna fare attenzione a inserire una keyword che sia in linea con l’argomento della pagina di destinazione.</li>
<li>L’<strong>URL</strong>: ottimizzare l’url di una pagina, inserendo la keyword è un ottimo modo anche per strutturare con ordine l’architettura del sito, differenziando tra categorie e sotto-categorie.</li>
</ul>
<p>Questi sono i principali fattori on-page da tenere in considerazione quando si vuole <strong>ottimizzare una pagina web</strong>.<br />
A questi elementi di base si potrà, poi, aggiungere l’inserimento di<strong> dati strutturat</strong>i (markup che forniscono al motore di ricerca indicazioni sulla struttura semantica) e una buona attività di <strong>SEO copywriting</strong>.</p>
<p>Siete pronti per cominciare ad addentrarvi nel mondo SEO?<br />
Per approfondire l&#8217;argomento vi consigliamo una <a href="http://www.darioflaccovio.it/abstracts/9788857904085/manuale-di-seo-gardening_9788857904085.pdf" target="_blank">lettura molto utile</a>, sia che siate principianti o più esperti del settore. Perfetta da leggere durante le vacanze natalizie.</p>
<p>Deborah Ascolese</p>
<p><a href="http://www.kiquix.com" target="_blank">sito web</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/deborahascolese" target="_blank">Linkedin</a> <a href="https://www.facebook.com/deborah.ascolese" target="_blank">Facebook</a> <a href="https://twitter.com/DeborahAscolese" target="_blank">Twitter</a> <a href="https://plus.google.com/+DeborahAscolese/about/" target="_blank">Google+</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-parte-2/">SEO &#8211; parte 2</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>SEO &#8211; parte 1</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-parte-1/</link>
				<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 16:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1250</guid>
				<description><![CDATA[<p>Sappiamo che SEO è l’acronimo di Search Engine Optimisation e che serve per raggiungere le prime posizioni sui motori di ricerca. Ma è proprio così? Questa rischia di essere una definizione piuttosto riduttiva. La SEO è un universo composto da ricerca, analisi, ragionamento, conditi da una buona dose di intuito. Gli approcci a questa disciplina, così come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-parte-1/">SEO &#8211; parte 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che SEO è l’acronimo di <strong>Search Engine </strong><b>Optimisation</b> e che serve per raggiungere le prime posizioni sui<strong> motori di ricerca</strong>. Ma è proprio così?<br />
Questa rischia di essere una definizione piuttosto riduttiva. La <strong>SEO</strong> è un universo composto da ricerca, analisi, ragionamento, conditi da una buona dose di intuito.</p>
<p>Gli approcci a questa disciplina, così come le strategie applicabili, sono molti e variano a seconda della formazione e della competenza del professionista o dell&#8217;agenzia web che li mette in atto. Ci sono però alcuni<strong> elementi di base</strong> che dovrebbero essere considerati di default per un’attività di ottimizzazione ben fatta.</p>
<p>Quali sono questi strumenti? Oggi ci concentreremo su uno dei più importanti, ovvero la ricerca delle <strong>keyword</strong>. Per effettuare al meglio questo passaggio consigliamo di affidarsi a <strong>Google Adwords</strong>, braccio destro di ogni SEO che si rispetti. Usando Google AdWords potrete trovare in pochi secondi le <strong>parole chiave</strong> più cercate, cogliere i trend e seguire l’andamento delle ricerche su Google.</p>
<h2>Come usare lo strumento per le parole chiave di Adwords</h2>
<p>L’<strong>analisi delle parole chiave</strong> è il punto di partenza per ogni <strong>campagna SEO</strong>. È solo tramite la ricerca delle keywords, infatti, che possiamo capire quali siano quelle ricercate dal nostro target ideale, cioè gli utenti che vogliamo intercettare e portare al sito web della nostra PMI.</p>
<p>Chiediamoci: se un utente volesse trovarci, cosa dovrebbe cercare? Quali sono le parole chiave che meglio si riferiscono alla nostra attività?</p>
<p>Per rispondere a questa domanda consiglio di affidarsi al <strong>Keyword Planner Tool</strong>, presente sulla piattaforma di <strong>Google Adwords</strong>. Si tratta di uno strumento <strong>semplice </strong>da utilizzare e incredibilmente <strong>efficace</strong>. Non tralasciamo di dire che si tratta anche di uno strumento <strong>gratuito</strong>, il che non fa mai male.</p>
<p>Per utilizzarlo, sarà sufficiente rispettare i seguenti passaggi:</p>
<ul>
<li>Inserire una lista di possibili <strong>keywords</strong> nella barra del <strong>Keyword Planner Tool</strong>;</li>
<li>selezionare <em>idee per le parole chiave</em> e verificate il volume di ricerca mensile per ognuna;</li>
<li>prendete nota delle parole chiave con un <strong>volume di ricerca</strong> più elevato, considerando anche quelle suggerite dal Keyword Planner Tool.</li>
<li>Scegliete le parole-chiave più <strong>rappresentative e specifiche</strong> in riferimento al vostro business, tenendo anche conto della cosiddetta<strong> long tail</strong>, o coda lunga, che prevede l’individuazione e l’utilizzo di parole chiave formate da più termini connessi tra loro;</li>
</ul>
<p>Il passo successivo prevede che ogni parola-chiave venga assegnata a una specifica pagina del sito, così da <strong>ottimizzarne </strong>i contenuti e il codice html. Come? Non dovrai fare altro che attendere il prossimo articolo, nel quale spiegherò come <strong>ottimizzare una pagina </strong>in ottica SEO.</p>
<p>Deborah Ascolese</p>
<p><a href="http://www.kiquix.com" target="_blank">sito web</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/deborahascolese" target="_blank">Linkedin</a> <a href="https://www.facebook.com/deborah.ascolese" target="_blank">Facebook</a> <a href="https://twitter.com/DeborahAscolese" target="_blank">Twitter</a> <a href="https://plus.google.com/+DeborahAscolese/about/" target="_blank">Google+</a></p>
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										</item>
		<item>
		<title>Il digital, strumenti e tecnologie: SEO, Search Engine Optimization</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/il-digital-strumenti-e-tecnologie-seo-search-engine-optimization/</link>
				<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 21:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La Search Engine Optimization (SEO), cioè l’arte del posizionamento nei motori di ricerca, fornisce un valido aiuto nella promozione dei propri siti e delle proprie pagine. Si basa sull’analisi e sullo studio del sito al fine di migliorarne il posizionamento “naturale” nei motori di ricerca; questo permette agli utenti che digitano su Google, Bing, Yahoo [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Search Engine Optimization (SEO),</strong> cioè l’arte del posizionamento nei motori di ricerca, fornisce un valido aiuto nella promozione dei propri siti e delle proprie pagine. Si basa sull’analisi e sullo studio del sito al fine di migliorarne il posizionamento “naturale” nei motori di ricerca; questo permette agli utenti che digitano su <strong>Google, Bing, Yahoo</strong> e altri motori di ricerca di trovare più velocemente e con maggiore facilità alcuni risultati facendo comparire, ad esempio, il link del nostro sito nella prima pagina dei risultati proposti da Google (spesso già le seconde pagine sono poco consultate).</p>
<p>Quando parliamo di SEO dobbiamo premettere che <strong>nessuno ha la verità in mano</strong> e che, per esempio, Google provvede più volte all’anno ad aggiornare gli algoritmi di ricerca cambiando parametri o dando loro pesi differenti. Molto è cambiato nelle logiche di indicizzazione da parte di Google negli ultimi anni e non sempre sono stati aggiornati siti e le relative parametrizzazioni. Risultato? Il nostro sito è difficilmente “trovabile”.</p>
<p><span id="more-787"></span></p>
<p>È comunque vero che ci sono una serie di indicazioni comportamentali che permettono di raggiungere discreti risultati. Google stessa fornisce delle indicazioni di massima (vedi ad esempio la <strong><a href="http://www.google.com/webmasters/docs/search-engine-optimization-starter-guide.pdf">Search Engine Optimization Starter Guide</a></strong> &#8211; guida per principianti sull&#8217;ottimizzazione dei motori di ricerca) per garantire buoni risultati in termini di SEO.</p>
<p>In generale, quando parliamo di SEO, dobbiamo comunque distinguere una serie di ambiti.</p>
<p>Innanzi tutto la<strong> piattaforma</strong> che utilizziamo per costruire il nostro sito (per esempio un CMS) deve esser realizzata per garantire una “buona lettura” da parte dei web crawler (detti anche  spider o robot), cioè quei software che analizzano i contenuti del sito in maniera automatica per conto del motore di ricerca. I risultati raccolti dai crawler vengono poi elaborati grazie agli algoritmi di indicizzazione dei motori di ricerca. Le principali piattaforme hanno sviluppato gran parte di quelle accortezze tecniche relative, per esempio, alla qualità del codice HTML utilizzato, alla gestione dei file robots.txt e sitemap.xml (file utili a indicare ai crawler quali contenuti indicizzare e quali escludere) e a tutte quelle buone norme che permetto al sito di essere ben indicizzato dai motori di ricerca.</p>
<p>Per molte piattaforme sono poi stati sviluppati <strong>plugin SEO </strong>ad hoc, cioè software che aiutano ulteriormente l’utente a proporre contenuti ottimizzati suggerendo, per esempio, di diversificare i titoli delle varie pagine rendendoli coerenti con il contenuto della pagina stessa, con le parole chiave, con la meta description, etc. Si tende parlare, in questo caso, di scrittura di <strong>contenuti “SEO oriented”.</strong></p>
<p>Pratiche invece da evitare, per non essere penalizzati, sono la realizzazione di pagine con elenchi di parole chiave, o effettuare il &#8220;cloaking&#8221; delle pagine (pagine che mostrano ai motori di ricerca un contenuto differente da quello che il sito propone agli utenti) o creare pagine apposite per “ingannare il crawler&#8221;.</p>
<p>Oltre a piattaforma, plugin ad hoc e contenuti sviluppati in ottica SEO, c’è un <strong>filone del SEO più esterno </strong>rispetto al nostro sito e cioè quello che fa riferimento a tecniche di link building e di diffusione dei propri contenuti con attività, ad esempio, di content marketing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, <strong>per riassumere,</strong> operare un’attività di ottimizzazione del posizionamento naturale del proprio sito spesso non è cosi semplice e alla portata di tutti. Online sono disponibili numerose guide ma riuscire ad applicare le indicazioni proposte richiede buone competenze tecniche. Il suggerimento è quello, innanzi tutto, di realizzare un sito con una piattaforma CMS “moderna” che sia già predisposta a recepire la maggior parte delle indicazioni. Inoltre installare un buon plugin dedicato al SEO e mantenerlo aggiornato. Dopo aver condotto minime attività di setup allora, più alla portata di tutti, c’è la creazione di pagine e contenuti SEO oriented. Infine, se possibile, provare a far richiamare (linkare), soprattutto da siti di una certa “importanza” le nostre pagine, i nostri contenuti. Seguire queste indicazioni di base ed effettuare un’attività di manutenzione tende a garantire discreti risultati in termini di SEO.</p>
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		<title>Glossario: termini e concetti di Digital Marketing &#8211; parte 4</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing-parte-4/</link>
				<pubDate>Wed, 18 Mar 2015 18:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[augmented reality]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[SEM]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Altri termini e concetti estratti dal glossario contenuto nel libro “Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane, Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI” di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (Osservatorio Digitale PMI, Febbraio 2015). Realtà aumentata (o Augmented Reality): utilizzo dello smartphone per amplificare la percezione della realtà intorno a noi grazie a specifiche applicazioni [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Altri termini e concetti estratti dal <b>glossario </b>contenuto nel libro <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank"><b>“I</b><b>l digital per lo sviluppo delle PMI Italiane</b></a><b><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank">, Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”</a> </b>di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (<a style="color: #000000" title="HOME" href="http://osservatoriodigitalepmi.it/home/" target="_blank">Osservatorio Digitale PMI,</a> Febbraio 2015).</p>
<p><b>Realtà aumentata (o Augmented Reality)</b>: utilizzo dello smartphone per amplificare la percezione della realtà intorno a noi grazie a specifiche applicazioni che permettono di integrare quanto realmente visibile (per esempio informazioni aggiuntive sul palazzo o sulla piazza che stiamo in quel momento inquadrando).</p>
<p><b>Cloud computing</b>: tecnologie che consentono di utilizzare, sotto forma di servizio, un’elevata quantità di dati o di programmi. Tramite queste tecnologie è possibile minimizzare contenuti e programmi residenti sul proprio computer utilizzandoli, appunto, grazie a servizi forniti da player tramite internet.</p>
<p><b>Search Engine Marketing (SEM)</b>: comprende tutte le attività volte a generare traffico qualificato verso un determinato sito web. Lo scopo è portare al sito, tramite i motori di ricerca, il maggior numero di visitatori realmente interessati ai suoi contenuti.</p>
<p><b>Search Engine Optimization (SEO)</b>: l’arte del posizionamento nei motori di ricerca grazie all’analisi e allo studio del sito web; consente agli utenti che cercano sui motori di reperire il sito con maggiore facilità rendendolo ben visibile nelle pagine dei risultati.</p>
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		<item>
		<title>Glossario: termini e concetti di Digital Marketing &#8211; parte 1</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing/</link>
				<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 13:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[online advertising]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>In attesa della prossima pubblicazione del libro “Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane, Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI” di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (Osservatorio Digitale PMI, Febbraio 2015), iniziamo a familiarizzare con alcuni termini legati al mondo digital, estratti dal glossario contenuto nel libro che raccoglie la terminologia e i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing/">Glossario: termini e concetti di Digital Marketing &#8211; parte 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><span style="color: #000000">In attesa della prossima pubblicazione del libro <strong><a style="color: #000000" title="PUBBLICAZIONI" href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank">“Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane, Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”</a> </strong>di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (<a style="color: #000000" title="HOME" href="http://osservatoriodigitalepmi.it/home/" target="_blank">Osservatorio Digitale PMI,</a> Febbraio 2015), iniziamo a familiarizzare con alcuni termini legati al mondo digital, estratti dal <strong>glossario</strong> contenuto nel libro che raccoglie la terminologia e i concetti espressi nel testo:</span></p>
<ul style="text-align: left">
<li><span style="color: #000000"><strong>Digital marketing</strong>: utilizzo delle tecnologie e dei canali di distribuzione digitali per promuovere prodotti e servizi interagendo con i consumatori e costruendo relazioni di lungo periodo, attraverso una comunicazione mirata e personalizzata e alla possibilità di misurare i risultati delle attività intraprese. </span></li>
</ul>
<ul style="text-align: left">
<li><span style="color: #000000"><strong>Digital experience</strong> (o <strong>Digital customer experience</strong>): esperienza digitale personalizzata, semplice e stimolante in grado di coinvolgere e di rispondere alle aspettative del cliente, attribuendo valore aggiunto al proprio prodotto o servizio.</span></li>
</ul>
<ul style="text-align: left">
<li><span style="color: #000000"><strong>Online Advertising</strong> (o <strong>Paid Search</strong>): strumento (per esempio Google AdWords) che consente di apparire tra gli annunci sponsorizzati nelle ricerche effettuate sui motori di ricerca, quando l’utente clicca sull’annuncio, l’investitore pubblicitario paga.</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: left"><span style="color: #000000"><strong> Omni-channel</strong>: integrazione, convergenza tra i canali fisici, come il negozio tradizionale, e i canali digitali, come l’e-commerce, offrendo al consumatore un’esperienza d’acquisto uniforme attraverso tutti i canali.</span></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing/">Glossario: termini e concetti di Digital Marketing &#8211; parte 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
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