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	<title>Digital Marketing &#8211; Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>Parlare digitale e pensare digitale, quale glossario?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/parlare-digitale-e-pensare-digitale-quale-glossario/</link>
				<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 08:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pensare e parlare digitale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Fan, KPI e share sono solo alcuni termini di cui tutti parlano ma sappiamo effettivamente quanto è necessario considerare queste chiavi ai fini della nostra attività digitale? Cosa è davvero necessario valutare per fare un chiaro punto della situazione? Leggi le prossime righe per scoprire come chiudere il cerchio! All&#8217;inizio, quanti fan abbiamo? E’ il [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Fan, KPI e share sono solo alcuni termini di cui tutti parlano ma sappiamo effettivamente quanto è necessario considerare queste chiavi ai fini della nostra attività digitale? Cosa è davvero necessario valutare per fare un chiaro punto della situazione? Leggi le prossime righe per scoprire come chiudere il cerchio!<span id="more-1597"></span></p>
<h2>All&#8217;inizio, quanti fan abbiamo?</h2>
<p>E’ il punto principale! Spesso contano più le quantità che la qualità. Sarà vero? andiamo in ordine!</p>
<p>Per entrare nel mondo digitale, spesso non tanto compreso, è necessario iniziare masticando i termini più essenziali, quelli che solitamente racchiudono sotto il grande cappello “digital” l’utilizzo delle tecnologie e quali di queste sono funzionali al nostro obiettivo (<a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing/">scopri i principali con il nostro glossario</a>).</p>
<p>Strada facendo se ne incontreranno altri, sempre più specifici e caratterizzanti la sfera digital ma anche social a dir la verità. Un esempio di questi termini lo possiamo estrarre dalla pubblicazione dell’ Osservatorio <strong>“Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane. Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”</strong><strong>,</strong> dove parliamo di:</p>
<ul>
<li><strong>Buzz Marketing</strong>: ovvero il processo spontaneo di scambio di informazioni su una certa marca, prodotto o servizio che avviene online (tramite community e social network). Il tutto per aumentare la conoscenza verso quell’impresa e i suoi prodotti e servizi, migliorandone la notorietà e la reputazione.</li>
<li><strong>Direct E-mail Marketing</strong>(o<strong> </strong><strong>DEM</strong>): invio di messaggi a scopo commerciale e non, rivolti a un pubblico di utenti via posta elettronica (email).</li>
<li><strong>Web Analytics</strong>: è la misurazione delle performance di campagne delle azioni degli utenti all’interno di un sito (esempio numero di visite, pagine visualizzate ecc)</li>
<li><strong>Social Advertising</strong>(<strong>“Social Ads”</strong>): si tratta della pubblicità interattiva veicolata sui social network e nelle community. Strumento utile per veicolare gli annunci solo agli utenti specifici quindi su di un target preciso.</li>
</ul>
<h2>Parlare digitale e pensare digitale, le azioni&#8230; e poi?</h2>
<p>Nell’approfondire questi termini è facile comprendere che fanno tutti riferimento ad attività specifiche. Condivido un articolo e misuro quanta interazione genera, lancio una campagna e visualizzo quante visitatori e quali azioni compiono sul mio sito. In cambio di ogni azione abbiamo un risultato positivo o negativo.</p>
<p>Va da sé che il parlare digitale e pensare digitale include il conoscere i termini della materia di cui si parla. E’ fondamentale, come lo è l’appoggiarsi alla tecnologia più funzionale ai nostri obiettivi. Per questo <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/formazione/">l’ Osservatorio ha dato vita alla Digital School</a>, creando un programma ad hoc sia per quelle realtà che necessitano un aggiornamento di competenze, sia per piccole medie imprese indecise nell’affrontare le corrette valutazioni per il team e di fornitori digitali.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/contatti/">Se ti rivedi in queste macro situazioni</a>, scrivi per ricevere tutte le informazioni sui servizi agevolati e proposti dall’Osservatorio!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Approcci e strumenti per fare webmarketing nelle PMI</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/approcci-e-strumenti-per-fare-webmarketing-nelle-pmi/</link>
				<pubDate>Fri, 13 May 2016 09:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[fare webmarketing nelle PMI]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; Il grande cappello del “Fare webmarketing” incuriosce molte aziende, soprattutto le piccole medie imprese. In queste realtà, non nascondetevi, esiste la necessità di acquisire nuove competenze e, in alcuni casi, riorganizzare il patrimonio culturale creato dalla stessa impresa nel tempo. Scopriamo insieme quali sono i primi passi! Il webmarketing nelle PMI Fare webmarketing nelle PMI [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Il grande cappello del “Fare webmarketing” incuriosce molte aziende, soprattutto le piccole medie imprese. In queste realtà, non nascondetevi, esiste la necessità di acquisire nuove competenze e, in alcuni casi, riorganizzare il patrimonio culturale creato dalla stessa impresa nel tempo. Scopriamo insieme quali sono i primi passi!<span id="more-1558"></span></p>
<h2><strong>Il webmarketing nelle PMI</strong></h2>
<p>Fare webmarketing <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/evoluzione-digitale-il-digital-per-le-pmi">nelle PMI rappresenta una vera evoluzione culturale</a>, capace di chiamare agli ordini tutti i reparti aziendali. Basti pensare, ad esempio, al dare comunicazione sul sitoweb della messa sul mercato di un nuovo prodotto o servizio, unitamente alla promozione di una offerta già presente nel catalogo. Dietro a queste comunicazioni non vi è una sola unità aziendale. Purtroppo simili logiche non sono sempre chiare. Infatti <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/web-marketing-per-le-pmi/">dalla nostra ricerca emergono alcuni dati e considerazioni interessanti</a>, che portano a focalizzarci sulle sintesi percentuali legate alla popolazione italiana (è il 79.9%) a navigare online in primo luogo. Poi notiamo che nelle realtà in cui sono attive strategie di <strong>web marketing</strong>, vi è un +10% di crescita media annuale rispetto alle PMI che non affiancano il marketing tradizionale al digitale.</p>
<p>In sostanza dalla ricerca appare che vi è un gran potenziale digitale non ancora compreso appieno, e un potenziale aziendale non ancora espresso. Oltre alle competenze sono necessarie le logiche di base degli strumenti digitali ma ve ne sono alcuni più importanti di altri?</p>
<h2><strong>Gli strumenti per fare webmarketing</strong></h2>
<p>Fra tutti gli strumenti <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/digital-mobile-per-le-pmi/">il mobile non è da sottovalutare</a>! Pensiamo all’alto tasso di fruizione generato dai device mobili (smartphone, Ipad ecc..) e ad esempio, alle alte performance pubblicitarie registrate nei social network. Uniamo i risultati ottenuti in numerose campagne già attivate, e possiamo comprendere che l’importanza del mobile non è soltanto una chiacchiera.</p>
<p>Dobbiamo però dire che da soli i device mobili garantiscono risultati sufficienti ma, per una campagna ottimale, è necessario inserire questa leva all’interno di una più ampia strategia in cui vi sono canali capaci di indirizzare il cliente lungo una <em>customer journey</em> informativa – promozionale.</p>
<p>Promozione e vendita di prodotti/servizi, grazie al digitale possono esprimere il loro potenziale in termini di efficacia ed efficienza. Hai ancora perplessità? Scrivici una mail a info@osservatoriodigitale.it!</p>
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		<item>
		<title>Web marketing per le PMI</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/web-marketing-per-le-pmi/</link>
				<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 10:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il web marketing rimane un argomento sconosciuto per molte PMI italiane. Le PMI rappresentano il 99,9% delle imprese italiane e l’80,3% dell’occupazione nel settore privato è legata a questo tipo di imprese. Di queste ben poche sfruttano il web marketing per migliorare i propri affari e incrementare la propria visibilità. Eppure il 79,9% della popolazione italiana naviga online, [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>web marketing</strong> rimane un argomento sconosciuto per molte PMI italiane.</p>
<p>Le <strong>PMI</strong> rappresentano il 99,9% delle imprese italiane e l’80,3% dell’occupazione nel settore privato è legata a questo tipo di imprese. <span id="more-1458"></span>Di queste ben poche sfruttano il web marketing per migliorare i propri affari e incrementare la propria visibilità. Eppure il <strong>79,9%</strong><strong> della popolazione italiana naviga online</strong>, da desktop o da mobile e la percentuale cresce di statistica in statistica. Non solo, si è infatti calcolato che una PMI che adotta una strategia di web marketing raggiunge <strong>il 10% di crescita media annua</strong>, a differenza della stagnazione di quelle che non si rivolgono al web.</p>
<p>Quali sono gli elementi necessari a un approccio positivo da parte delle PMI a un <strong>web marketing</strong> funzionale e moderno?</p>
<ol>
<li>Sito web ottimizzato</li>
<li>Rivolgersi agli esperti</li>
<li>Monitorare i risultati</li>
<li>Documentarsi sui social media e rimanere costantemente al passo con le innovazioni</li>
<li>Affidarsi a sistemi online che permettano una buona visualizzazione anche su mobile</li>
<li>Pensare agli utenti esteri con dei servizi di vendita 24h su 24</li>
<li>Ottimizzare le immagini per non avere problemi di caricamento delle pagine</li>
<li>Offrire contenuti di ottima qualità</li>
</ol>
<p>In linea di massima, il consiglio migliore che possiamo darvi è quello di affidarvi a dei professionisti che sappiano starvi accanto per l&#8217;intero processo di approccio al <strong>web marketing</strong>, fino a quando non sarete in grado di &#8220;camminare con le vostre gambe&#8221;</p>
<p>La Redazione dell&#8217;Osservatorio Digitale PMI</p>
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		<title>Come catturare clienti e lead?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/come-catturare-clienti-e-lead/</link>
				<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 14:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Per riuscire ad acquisire nuovi clienti e lead, un&#8217;impresa non può più permettersi di concentrarsi esclusivamente sull&#8217;immagine autoprodotta, poiché una molteplicità di voci esterne ed estranee contribuiscono a influenzare la visione che di essa hanno le persone. È quindi chiaro che per le aziende sia fondamentale anche superare la visione dei consumatori come terra di [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Per riuscire ad acquisire nuovi clienti e lead, un&#8217;impresa non può più permettersi di concentrarsi esclusivamente sull&#8217;immagine autoprodotta, poiché una molteplicità di voci esterne ed estranee contribuiscono a influenzare la visione che di essa hanno le persone. È quindi chiaro che per le aziende sia fondamentale anche superare</p>
<blockquote><p>la visione dei consumatori come terra di conquista dei propri prodotti e destinatari passivi dei propri messaggi, per riconoscerli come reali interlocutori dialettici del proprio operato.</p></blockquote>
<p>Cogliere la reale portata della rivoluzione in atto e affrontarla correttamente è possibile, nella maggior parte dei casi, avvicinandosi al mondo dei <strong>social media</strong> con atteggiamento di apertura e predisposizione al cambiamento, utilizzandoli in primo luogo per ascoltare le conversazioni tra gli <strong>utenti</strong>, <strong><strong>clienti</strong> e <strong>lead, </strong></strong>per comprenderne le modalità e farle proprie, così da potersi poi inserire nel dialogo senza forzature. Le aziende infatti, abituate a un tipo di comunicazione autoreferenziale e promozionale, devono adottare un atteggiamento completamente differente in questi contesti, in quanto l&#8217;obiettivo è quello di relazionarsi con i <strong>clienti</strong>, attuali e <strong>potenziali</strong>. Ciò che questi si aspettano, in Rete, è che anche la Piccola o Media Impresa si adegui alle consuetudini e all&#8217;etichetta, distintive di ogni <strong>social network</strong> e che sia pertanto</p>
<blockquote><p>autentica nel [&#8230;] modo di […] comunicare con i propri interlocutori; trasparente nei confronti della gestione delle proprie attività; aperta, collaborativa e disponibile ad ascoltare le critiche che, da più parti, possono esserle mosse; pronta a intervenire sulle proprie disfunzionalità.</p>
<p><span id="more-1428"></span></p></blockquote>
<p>Inoltre, come già sottolineato, è fondamentale che i contenuti divulgati nel <strong>Web</strong> da un&#8217;azienda, oltre che compatibili con il brand, siano utili, interessanti, o perlomeno divertenti per gli <strong>utenti</strong>: l&#8217;ascolto è perciò essenziale anche per capirne le preferenze.</p>
<p>Una volta comprese le dinamiche del Web 2.0 è assolutamente necessario, prima di dare il via alla propria attività di social media <strong>marketing</strong>, elaborare un piano strategico. La scelta delle piattaforme sulle quali essere presenti va compiuta in base alle proprie risorse, al target di riferimento e, soprattutto, agli obiettivi che si intendono raggiungere ‒ per esempio la fidelizzazione dei <strong>clienti</strong> o l&#8217;aumento delle <strong>vendite</strong>. Ogni <strong>social</strong>, infatti, ha una propria identità e pertanto l&#8217;approccio assunto dall&#8217;impresa dovrà cambiare a seconda del canale prescelto, per conformarsi alle caratteristiche di questo ‒ e dei suoi <strong>utenti</strong> ‒ rilevate nella fase di ascolto.</p>
<p>Se l&#8217;azienda desidera ottenere dei risultati concreti ed essere percepita come presenza gradita all&#8217;interno dei social, è essenziale che creda davvero nella possibilità di interazione e scambio tra pari con <strong>clienti</strong> e <strong>lead</strong>, che smaschererebbero velocemente un cambiamento superficiale e di facciata, non reale e profondo. Attivare un dialogo con i consumatori e prendere in considerazione i loro consigli e feedback, oltre a portare a un rafforzamento della relazione con essi, e quindi della loro fidelizzazione, può condurre a un ulteriore beneficio: l&#8217;ottimizzazione di prodotti e servizi secondo le esigenze degli utenti, che spesso espongono idee creative e diffondono i propri saperi ed esperienze. In tal modo è possibile inoltre conquistare visibilità senza acquistare spazi pubblicitari, ma semplicemente sfruttando l&#8217;opportunità di un collegamento diretto con il target.</p>
<p>In sostanza, in un contesto di evoluzione delle relazioni con <strong>clienti</strong> e <strong>lead </strong>e delle comunicazioni e, in aggiunta, di crisi da cui si fatica a uscire,</p>
<blockquote><p>intraprendere […] un corretto percorso di avvicinamento al mondo digital [e social] può assumere un valore strategico per la crescita, o anche solo per la sopravvivenza nel medio-lungo periodo, delle Piccole e Medie Imprese italiane,</p></blockquote>
<p>i cui piani di marketing “classici”, retaggio di un passato che si sta velocemente allontanando, risultano sempre più obsoleti se non integrati con le nuove possibilità offerte dalla cultura digitale per comunicare con <strong>clienti</strong> e <strong>lead</strong>.</p>
<p>La Redazione dell&#8217;Osservatorio Digitale PMI<br />
(Articolo tratto dalla pubblicazione dell&#8217;ODPMI <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/il-social-media-marketing-per-le-pmi/" target="_blank"><em>Guida all&#8217;uso dei social media nella Piccola e Media impresa</em></a>)</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Decidere il target delle campagne sui social</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/target-campagne/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 10:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Il target delle campagne sui social media è uno degli elementi più importanti, dev&#8217;essere deciso a priori perché proprio in base a quello si andrà a settare tutta la campagna, si sceglierà il tone of voice da utilizzare e i canali su cui concentrarsi. Il target dipende principalmente da: settore in cui si trova la [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>target</strong> delle campagne sui social media è uno degli elementi più importanti, dev&#8217;essere deciso a priori perché proprio in base a quello si andrà a settare tutta la campagna, si sceglierà il <strong>tone of voice</strong> da utilizzare e i canali su cui concentrarsi. Il target dipende principalmente da:</p>
<ul>
<li>settore in cui si trova la vostra attività</li>
<li>chi compra abitualmente i vostri prodotti</li>
<li>chi volete che compri i vostri prodotti (nel caso in cui steste cercando di allargare il vostro mercato)</li>
</ul>
<p>La <strong>profilazione del pubblico</strong>, se fatta in modo corretto, ci permette di investire al meglio il budget, senza sprecare tempo e risorse su un <strong>target</strong> che sia lontano dai nostri obiettivi. Quello che bisogna fare è chiedersi: chi compra abitualmente i miei prodotti? Oppure, nel caso in cui voleste ingrandire il vostro mercato andando a individuare una <strong>domanda latente</strong> non ancora espressa, chi vorreste che li comprasse?</p>
<p><span id="more-1405"></span></p>
<p>Di estrema importanza è mettersi nei panni dell&#8217;utente che vedrà il vostro messaggio, la vostra campagna, per riuscire a trovare un messaggio, un linguaggio e delle immagini che possano interessarlo. Molto utile è l&#8217;inserimento di una <strong>call to action</strong> nella campagna, che potrebbe essere una domanda o un invito a compiere qualcosa, a cliccare su un link o su una pagina, insomma qualcosa che porti l&#8217;utente esattamente dove volete voi.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg"><img class=" size-full wp-image-1407 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg" alt="target cerchio omini" width="400" height="300" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg 400w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a>Per profilare al meglio il vostro <strong>target</strong>, dovete cercare di individuare i seguenti elementi:</p>
<ul>
<li>Luogo di provenienza</li>
<li>Età</li>
<li>Sesso</li>
<li>Lingua</li>
<li>Orientamento sessuale</li>
<li>Situazione sentimentale</li>
<li>Politica</li>
<li>Interessi (viaggi, fotografia, tv, lettura&#8230;)</li>
</ul>
<p>In base a questi punti sarete in grado di compilare una (o più di una) scheda del vostro &#8220;utente modello&#8221;, che vi aiuterà a capire come muovere i prossimi passi. Una volta compiuta questa analisi, sarete in grado di stabilire su quale canale muovervi, quale <strong>social</strong> preferire e che tipo di <strong>campagna ads</strong> impostare, per colpire il vostro <strong>target</strong>.</p>
<p>Pronti?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Marketing Digitale. Le tre regole d’oro</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/marketing-digitale-le-tre-regole-doro/</link>
				<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 10:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il mondo del marketing digitale è complesso e in continua evoluzione. Le nuove tecnologie e le sempre nuove preferenze dei consumatori richiedono cambiamenti anche radicali nell’approccio al marketing da parte delle aziende. Come sempre, chi si muove per primo ha la possibilità di ottenere un vantaggio competitivo immediato rispetto ai concorrenti, accedendo a nuovi mercati o [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del <strong>marketing digitale</strong> è complesso e in continua evoluzione. Le nuove tecnologie e le sempre nuove preferenze dei consumatori richiedono cambiamenti anche radicali nell’approccio al marketing da parte delle aziende.</p>
<p>Come sempre, chi si muove per primo ha la possibilità di ottenere un vantaggio competitivo immediato rispetto ai concorrenti, accedendo a nuovi mercati o rafforzando la propria posizione da leader in mercati da già esistenti.</p>
<p>Come può un’azienda costruire un strategia di digital marketing efficace e differenziante rispetto ai competitor?</p>
<p>Ecco le tre regole d’oro da seguire per costruire la propria strategia di <strong>marketing digitale</strong>.</p>
<p><span id="more-1369"></span></p>
<p><strong>1) Chiarezza</strong></p>
<p>I consumatori stanno diventando sempre più pigri. Se un’informazione non è disponibile o chiara in un istante, il Cliente la cercherà su un altro sito. Il sito web, la App e i canali social sono le vetrina virtuali di un’azienda e il cliente – anche potenziale – sarà influenzato nelle sue scelte d’acquisto anche e soprattutto in base ad essi. Ogni messaggio dev’essere quindi chiaro e immediato per mantenere alta l’attenzione di chi legge.</p>
<p><strong>2) Personalizzazione</strong></p>
<p>Partiamo dal presupposto che il consumatore vuole vedere un <strong>contenuto coerente</strong> rispetto a quello che sta cercando, qualsiasi sia il motivo della navigazione. Oggi giorno essere questa coerenza è data per scontato e non basta a distinguersi dai propri concorrenti, quindi le aziende devono riuscire anche a fornire un contenuto personalizzato per ciascun cliente. Ciò significa che quando un’azienda decide di promuoversi online, non è sufficiente usare lo stesso messaggio con tutti i clienti ma è invece necessario usare messaggi diversi a seconda di chi legge. Esistono software che permettono di riconoscere chi sta navigando e promuovere quindi il prodotto più adatto.</p>
<p><strong>3) App</strong></p>
<p>Sono ormai diversi anni che il <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/crm-e-pmi-2016-lanno-della-svolta/" target="_blank">canale mobile</a> sta diventando sempre più importante nelle strategie di marketing. La maggior parte dei siti web oggi è ottimizzato anche per accesso da smartphone e tablet e già oggi moltissimi siti hanno una loro versione App. Se fino ad oggi però avere un App voleva dire fornire gli stessi contenuti di un sito in modo più intuitivo, semplice e accessibile, d’ora in poi vorrà dire anche aumentare sensibilmente la propria visibilità online. Infatti, i principali motori di ricerca – guidati da <strong>Google</strong> – hanno lanciato negli ultimi mesi servizi di indicizzazione delle <strong>App</strong> che ne faciliteranno la visibilità nei risultati di ricerca, con evidenti risvolti positivi in termini di visibilità online per le aziende che decideranno di investire nello sviluppo di esse.</p>
<p>Imprese capaci quindi di fornire in modo trasparente i propri contenuti, personalizzare i propri messaggi verso i Clienti, che avranno il coraggio di investire nel canale App, potranno costruire una strategia di marketing digitale efficiente e ottenere un vero vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marco Bardicchia</p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/marcobardicchia" target="_blank">profilo Linkedin</a></p>
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		<title>Campagne sui social media da cosa partire?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/campagne-sui-social-media-da-cosa-partire/</link>
				<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ideare e strutturare campagne sui social media può sembrare semplice ma è importante rispettare alcuni punti essenziali, altrimenti rischiamo di fare più danno che altro. Come prima cosa, è importante capire perché le campagne di advertising sui social media possono aiutarci a farci conoscere. La risposta è che i maggior social media, come Facebook, Instagram, Twitter e [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ideare e strutturare <strong>campagne sui social media</strong> può sembrare semplice ma è importante rispettare alcuni punti essenziali, altrimenti rischiamo di fare più danno che altro. Come prima cosa, è importante capire perché le <strong>campagne di advertising</strong> sui <strong>social media</strong> possono aiutarci a farci conoscere. La risposta è che i maggior social media, come Facebook, Instagram, Twitter e Linkedin, sono visitati quotidianamente da <strong>milioni di utenti</strong>.</p>
<p>Per farsi conoscere è importante <strong>essere visti</strong>, farsi conoscere. Far sì che le persone capitino sul vostro sito web, sul vostro e-commerce. Per portarcele non c&#8217;è modo migliore che organizzare una campagna sul <strong>social media</strong> che preferite. Addirittura, nel caso in cui proponiate una <strong>vendita</strong> di prodotti on-line, su alcuni social media troverete un sistema di vendita diretta che permette all&#8217;utente di effettuare l&#8217;acquisto senza doversi spostare su un altro browser. Tutto accade <strong>all&#8217;interno</strong> del social network, aumentando anche la sensazione di affidabilità del processo.</p>
<p>Bene, torniamo a noi. Quali sono i tre punti essenziali da rispettare quando progettate una <strong>campagna pubblicitaria</strong> sui social media?</p>
<p><span id="more-1354"></span></p>
<ol>
<li>Stabilire degli <strong>obiettivi</strong> raggiungibili<br />
Se gli obiettivi non sono chiari, tutta l&#8217;operazione rischia di assumere tinte sfumate e poco decise. Capite quali sono gli obiettivi (raggiungibili) che volete porvi, e in base a quelli procedete.</li>
<li>Stabilire un preciso <strong>target</strong> (o anche più di uno)<br />
Altrettanto importante è stabilire il target di riferimento. Com&#8217;è facile da immaginare, la comunicazione sarà ben diversa per un target di ragazzini da quella adatta a persone della terza età. Per ogni target ci saran una comunicazione e una precisa tecnica di marketing da studiare.</li>
<li>Definire una <strong>linea editoriale<br />
</strong>La linea editoriale indica il tono di voce che vorrete mantenere nella comunicazione e la scadenza con la quale dovrete pubblicare i contenuti sui social o sul vostro blog. È di vitale importanza rispettare le scadenze e dare un&#8217;immagine di affidabilità e stabilità all&#8217;utente. Per questo, meglio pensare a delle scadenze realistiche che permettano di produrre contenuto di qualità da mettere online entro le deadline prestabilite.</li>
<li>Gestire la <strong>community<br />
</strong>Se avrete agito bene, con il passare del tempo si sarà formata una (o più di una) community di utenti che orbitano intorno al vostro brand o prodotto. Non fateveli scappare. Coccolateli, ascoltateli, fate in modo di offrire loro contenuto di prima qualità.</li>
</ol>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/12/facebook-1084449_1280.jpg"><img class=" size-portfolio wp-image-1326 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/12/facebook-1084449_1280-495x400.jpg" alt="Facebook like" width="495" height="400" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/12/facebook-1084449_1280-495x400.jpg 495w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/12/facebook-1084449_1280-845x684.jpg 845w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a></p>
<p>Come avete visto, progettare <strong>campagne sui social media </strong>non è complicato come sembra. Ed è solo l&#8217;inizio. Nelle prossime puntate vedremo più nello specifico come agire sui singoli social media, come creare un target che permetta di sfruttare al meglio il vostro budget, come fissare un budget realistico e tanto altro ancora.</p>
<p>Avete delle curiosità? Fatecelo sapere, saremo felici di rispondervi!</p>
<p>A presto.</p>
<p>Gloria Somaini<br />
<a href="http://ilovesocial.co/" target="_blank">ilovesocial.co<br />
</a><a href="https://www.linkedin.com/in/gloriasomaini" target="_blank">Linkedin</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il nuovo report dell&#8217;Osservatorio</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/il-nuovo-report-dellosservatorio/</link>
				<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 10:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketin]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>“I progetti d’indagine dell’Osservatorio Digitale PMI. Un’analisi nel settore lombardo dell’abbigliamento” è il titolo dell’ultimo report realizzato all’interno della nostra aerea di Ricerca. È disponibile gratuitamente per chi volesse scaricarlo. All’indagine hanno preso parte 36 piccole e medie imprese, con sede in Lombardia, che operano nel settore dell’abbigliamento. Queste sono state intervistate con l’obiettivo di capire [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">“I progetti d’indagine dell’Osservatorio Digitale PMI. Un’analisi nel settore lombardo dell’abbigliamento” è il titolo dell’ultimo report realizzato all’interno della nostra aerea di Ricerca. <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/unanalisi-nel-settore-lombardo-dellabbigliamento/" target="_blank">È disponibile gratuitamente per chi volesse scaricarlo</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1091"></span></p>
<p style="text-align: justify">All’indagine hanno preso parte 36 piccole e medie imprese, con sede in Lombardia, che operano nel settore dell’abbigliamento. Queste sono state intervistate con l’obiettivo di capire quanto avessero investito, e in che misura fossero ancora disposte a investire, nell&#8217;implementazione e nel miglioramento di una serie di strumenti e tecnologie digitali: sito web, e-commerce, social media, SEO (<em>Search Engine Optimization</em>) e SEM (<em>Search Engine Marketing</em>), newsletter e DEM (<em>Direct E-mail Marketing</em>). Le aziende hanno pertanto dovuto indicare se fossero soddisfatte o meno delle soluzioni in utilizzo, se ne stessero perfezionando alcune ‒ per esempio tramite un&#8217;operazione di <em>restyling</em> ‒, se non fossero in alcun modo interessate a quelle non ancora adottate, oppure avessero in programma di iniziare a sfruttarle. Infine si è chiesto loro se una parte del budget aziendale dell&#8217;anno corrente sarebbe stata destinata a interventi di attivazione o miglioramento di uno o più degli strumenti sopracitati e, in caso di riposta positiva, di quali.</p>
<p style="text-align: justify">I risultati emersi hanno permesso di trarre alcune interessanti conclusioni relative al percorso di digitalizzazione delle imprese intervistate.</p>
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		<title>La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 2</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-2/</link>
				<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 11:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>[Nell&#8217;articolo precedente è stato sottolineato il fatto che l&#8217;innovazione digitale all&#8217;interno di un&#8217;azienda debba andare di pari passo con un cambiamento di business model.] La prima domanda da porsi di fronte all’adozione delle tecnologie digitali è quindi: mi conviene andare avanti ad operare come prima oppure posso provare a rivedere il mio business model? La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-2/">La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 2</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">[Nell&#8217;articolo precedente è stato sottolineato il fatto che l&#8217;innovazione digitale all&#8217;interno di un&#8217;azienda debba andare di pari passo con un cambiamento di business model.]</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">La prima domanda da porsi di fronte all’adozione delle tecnologie digitali è quindi: mi conviene andare avanti ad operare come prima oppure posso provare a rivedere il mio business model? </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">La questione non va sottovalutata in quanto è di vitale importanza da un lato, così come è necessario disporre di competenze adeguate per realizzare la scelta. Dietro l’angolo c’è, per esempio, l’internet delle cose (IoT), che potrebbe consentire il cambiamento del business model, passando dalla vendita di prodotti alla vendita di risultati, di performance. È il caso di una azienda tedesca che produce e vende cuscinetti a sfera alle aziende che costruiscono centrali elettriche eoliche. I nuovi cuscinetti a sfera sono in grado di tenere sotto controllo la propria usura, le necessità di manutenzione e altre grandezze quali temperatura, numero di giri al minuto e numero di giri totale. Quella azienda, ora, vende e garantisce le performance dei suoi cuscinetti, si occupa lei della manutenzione ordinaria e straordinaria, e per i suoi clienti la voce dei cuscinetti è passata dallo stato patrimoniale al conto economico.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-1026"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Appare evidente che una azienda che voglia innovare i suoi prodotti, i suoi processi, il suo business model, debba avere uomini competenti. Ma quali sono le competenze necessarie nelle nuove aziende? Fondamentale è metabolizzare le competenze digitali con i concetti ad esse correlate. A tutti è chiaro che per costruire un palazzo ci vuole l’ingegnere strutturista, l’architetto che cura l’estetica, gli impiantisti, chi si occupa del cantiere ecc. Anche per il mondo digitale il processo è articolato con l’esigenza di coinvolgere diverse figure.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Nell’ottica di comprendere questo processo oggi ci viene finalmente in aiuto una nuova lingua comune, definita dell&#8217;e-Competence Framework e recepita in Italia dallo standard UNI 11506:2013 (primi in Europa, dove abbiamo fatto da apripista promuovendo la prossima nascita di un&#8217;analoga norma europea). </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/La-squadra-per-linnovazione-digitale-2-Osservatorio-Digitale-PMI.png"><img class="  wp-image-1031 alignleft" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/La-squadra-per-linnovazione-digitale-2-Osservatorio-Digitale-PMI-300x188.png" alt="La squadra per l'innovazione digitale 2 - Osservatorio Digitale PMI" width="487" height="307" /></a><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">I profili di competenza base per il mondo delle tecnologie informatiche sono 23 e sono collocabili su un generico processo di produzione di soluzioni ICT secondo lo schema riportato nell’immagine. In azienda, se il CEO può far riferimento al CIO, deve essere comunque chiaro che quest’ultimo potrebbe trovarsi a dover gestire esigenze differenti, che richiedono competenze di base differenti. Il nodo chiave che porta al fallimento di molti progetti di innovazione è legato al fatto che questa consapevolezza non c’è, che questa visione d’insieme manca, con la consulenza generale spesso affidata a persone che hanno visibilità solo nel proprio stretto ambito. Per esempio, se viene richiesto ad un System Administrator di implementare un progetto di eCommerce, dal suo punto di vista il successo sarà stato raggiunto quando il software è installato e funziona correttamente, indipendentemente dagli obiettivi di business dell’azienda. Il risultato sarà molto probabilmente l’ennesimo fallimento, anche con spese elevate.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Ricapitolando, quindi, le possibilità offerte dalle nuove tecnologie digitali richiedono anzitutto una verifica per una eventuale revisione dei paradigmi di business, chiedendosi se valga la pena proseguire come si è sempre fatto oppure se occorra esplorare nuove strade. L’implementazione di questi nuovi paradigmi richiede figure con competenze ampie e in grado di disporre di una visione d’insieme su tutto il processo di business delle ICT.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">La buona notizia è che in Italia queste figure esistono, così come esistono anche delle figure caratterizzate da una grandissima capacità tecnica su uno stretto ambito digitale, ma non in grado di sollevare la visione da questo ambito per raggiungere una visione d’insieme, una visione di processo. Un manager che deve affrontare le sfide digitali, ovvero le nuove sfide della competitività, deve attrezzarsi per disporre di questa consapevolezza.</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Stefano Tazzi, Ingegnere Informatico e Consulente d’impresa per strategie e modelli di business digitali</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Vincenzo Tizzani, </span></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Comitato Agenda Digitale di Federmanager</span></span> </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Per concessione degli autori, tratto dalla rivista “Filo diretto – Dirigenti” di Federmanager Bologna, nr. 02/2015, pp. 13-14</span></span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-2/">La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 2</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 1</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-1/</link>
				<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 09:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Nel mondo globalizzato ci sono minacce ed opportunità. Aumentano i consumatori ma anche i concorrenti. È necessario che ognuno, ogni azienda, si impegni ad innovare se stessa, aumentando gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati ai prodotti ed ai processi per andare a cogliere queste nuove opportunità. In questo momento storico, l’industria italiana non sembra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-1/">La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Nel mondo globalizzato ci sono minacce ed opportunità. Aumentano i consumatori ma anche i concorrenti. È necessario che ognuno, ogni azienda, si impegni ad <strong>innovare</strong> se stessa, aumentando gli investimenti in ricerca e sviluppo finalizzati ai prodotti ed ai processi per andare a cogliere queste nuove opportunità.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">In questo momento storico, l’industria italiana non sembra avere una strategia innovativa chiara. La Technology Review del Massachusetts Institute of Technology ha stilato una classifica </span><span style="color: #231f20">delle cinquanta industrie più innovative del mondo</span><span style="color: #231f20">, quelle che hanno sviluppato nuove tecniche per ridefinire le proprie attività e conquistare la leadership.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Al primo posto della classifica si colloca </span><span style="color: #231f20">Illumina</span><span style="color: #231f20">, californiana, che produce software e macchine per identificare le sequenze del genoma con una riduzione drastica dei costi rispetto al passato. La prima volta che il genoma umano fu decodificato, nel 2000, il costo dell’operazione superò i 100 milioni di dollari. Oggi Illumina lo offre a 1.000 dollari. Gli effetti si vedranno nei nuovi sistemi diagnostici e di cura o nella ricerche genomiche in agricoltura.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-1019"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">In classifica non ci sono solo aziende tecnologiche. Tra le prime dieci compare </span><span style="color: #231f20">Walmart<b> </b></span><span style="color: #231f20">che, partendo dai supermercati, è divenuto un gigante dell&#8217;e-commerce. Il claim di Walmart è “</span><em><span style="color: #231f20">save the money, live better</span></em><span style="color: #231f20">”: &#8220;risparmia denaro, vivi meglio&#8221;. Sul sito di Walmart, dopo aver scelto il prodotto, si clicca su un tasto per effettuare l’acquisto. Sul tasto non c’è scritto “BUY” o “GET IT”. C’è scritto “SAVE”, ovvero “RISPARMIA”. È importante l’esempio di Walmart perché denota un approccio corale all’adozione delle tecnologie digitali.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Sono intervenute diverse competenze nella definizione dei nuovi processi e, valorizzando il nome e le qualità ben note di Walmart, hanno semplicemente spostato l’attenzione dall’acquisto al risparmio di denaro e al miglioramento della qualità della vita. Si tratta, quindi, di una operazione di marketing che si è appropriata delle tecnologie per rimarcare i valori caratteristici dell’azienda su un <strong>canale differente</strong>: è passato il messaggio per cui Walmart cambia il punto vendita, ma la qualità rimane la stessa. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #231f20"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">L’esempio di Walmart è importante per testimoniare il fatto che non bisogna necessariamente puntare a prodotti tecnologici per diventare un’azienda di successo, ma è necessario coniugare le <strong>tecnologie</strong> con <strong>processi</strong> capaci di sfruttarle.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">È ormai accreditato che le tecnologie digitali, per avere successo, necessitino di un cambiamento di <strong>business model</strong>. Molto spesso, infatti, si cerca di introdurle sui processi preesistenti, a volte anche in modo parziale, con il risultato che aumentano i costi, si fanno le medesime cose in due modi differenti, non si raggiunge efficienza e non si riesce ad essere efficaci verso gli obiettivi prefissati. Il problema reale è che le tecnologie digitali sono per loro natura estremamente flessibili, per cui possono calzare anche sui processi in essere: così facendo si rischia di fare delle forzature e di non cogliere in pieno tutte le possibilità. Si ha quindi l’effetto opposto rispetto al desiderato.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">[Nell&#8217;articolo successivo verrà approfondito come il superamento di tale ostacolo richieda l&#8217;intervento di una vera e propria “squadra per l&#8217;innovazione digitale”.]</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Stefano Tazzi, Ingegnere Informatico e Consulente d’impresa per strategie e modelli di business digitali</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Vincenzo Tizzani, responsabile Progetto Agenda Digitale Federmanager Bologna</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><span style="color: #231f20">Per concessione degli autori, tratto dalla rivista “Filo diretto – Dirigenti” di Federmanager Bologna, nr. 02/2015, pp. 13-14</span></span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/la-squadra-per-linnovazione-digitale-parte-1/">La squadra per l&#8217;innovazione digitale &#8211; Parte 1</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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