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	<title>social ads &#8211; Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>Pinterest</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/pinterest/</link>
				<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 10:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Pinterest, anche detto il social network delle immagini, viene fondato nel 2010 da Ben Silbermann, Evan Sharp e Paul Sciarra. Ad oggi conta più di 70 milioni di utenti attivi. La sua diffusione, però, non ha ancora preso completamente piede in Europa e in Italia, dove comunque pare stia lentamente riuscendo ad affermarsi. Per creare ‒ [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h3>Pinterest, anche detto il social network delle immagini, viene fondato nel 2010 da Ben Silbermann, Evan Sharp e Paul Sciarra. Ad oggi conta più di 70 milioni di utenti attivi. La sua diffusione, però, non ha ancora preso completamente piede in Europa e in Italia, dove comunque pare stia lentamente riuscendo ad affermarsi.</h3>
<p>Per creare ‒ gratuitamente ‒ un account <strong>Pinterest</strong> è necessario fornire un indirizzo e-mail valido, una password, nome, cognome, età e sesso e selezionare poi almeno cinque interessi da seguire, per esempio architettura, moda, o tecnologia. Il profilo, in seguito, può venire completato aggiungendo un&#8217;immagine, delle informazioni su di sé, l&#8217;indirizzo del sito web, nel caso in cui se ne abbia uno, e il luogo ‒ essenziale per le imprese che vogliano specificare la propria sede. È inoltre possibile trovare automaticamente gli amici di Facebook o Twitter che fanno uso del <strong>social network</strong> e, sfruttando la barra di ricerca, altre persone, brand e aziende, e decidere quindi di chi diventare follower.</p>
<p>La caratteristica principale di <strong>Pinterest</strong> consiste nell&#8217;opportunità di appuntare (<strong>to pin</strong>) virtualmente, cioè raccogliere in un unico luogo, tutte le immagini del Web che, per scopi disparati, si vogliono conservare. Ogni utente può creare una o più <strong>Bacheche</strong> relative a un tema specifico, per esempio <em>Ricette per dolci</em> o <em>Luoghi da visitare</em>, e organizzare al loro interno figure e fotografie a cui eventualmente accompagnare una descrizione, in modo da ricordarsi per quale motivo le ha salvate. Quando si trova sul social un&#8217;immagine che si desidera aggiungere a una delle proprie bacheche, è sufficiente cliccare su “Pin it” e selezionare dove appuntarla. Per raccogliere contenuti provenienti dal Web, invece, è necessario installare il pulsante Pinterest per il browser.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1413 " src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002-772x1030.jpg" alt="pinterest keep calm" width="392" height="523" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002-772x1030.jpg 772w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002-225x300.jpg 225w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002-529x705.jpg 529w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002-450x600.jpg 450w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/pinterest_002.jpg 1100w" sizes="(max-width: 392px) 100vw, 392px" /></a></p>
<p><strong><span id="more-1411"></span></strong>Chi crea una <strong>bacheca</strong> ne sceglie nome, descrizione e categoria e decide inoltre se renderla segreta, ovvero visibile soltanto alle persone invitate, o condivisa, selezionando in tal caso i collaboratori che potranno aggiungervi <strong>Pin</strong>. Quando si diventa follower di un account, lo si diventa anche delle sue <strong>bacheche</strong>, ma, se non tutte rientrano nelle proprie preferenze, è possibile scegliere singolarmente quali seguire. Non va inoltre dimenticato che Pinterest è un social network e che l&#8217;interazione è pertanto fondamentale: invece che limitarsi al following di altri utenti, è importante fare il <strong>repin</strong>, commentare e mettere dei Like ai loro pin. In aggiunta, si possono inviare dei messaggi privati.</p>
<p><strong>Pinterest for Business</strong> è dedicato a brand e imprese, che hanno la possibilità di creare degli account aziendali. Ben noto è il potere persuasivo delle immagini, che questo social permette senz&#8217;altro di sfruttare. Se si creano delle bacheche stimolanti, ricche di figure e fotografie di alta qualità collegate al proprio sito, sarà più facile generare traffico verso quest&#8217;ultimo, soprattutto da parte di persone che potrebbero essere interessate ai prodotti o servizi proposti e che, una volta informatesi sull&#8217;attività, potrebbero anche diventarne clienti.  Ciò avviene con probabilità ancora maggiore nel caso dei <strong>Pin sponsorizzati</strong> ‒ a pagamento ‒ che vengono mostrati sulle home page degli utenti le cui preferenze fanno pensare che ne saranno attratti. Negli Stati Uniti, inoltre, sono stati introdotti i <em>Pin</em> <em>acquistabili</em>, che permettono di comprare direttamente sulla piattaforma i prodotti visualizzati.</p>
<p>Gli account aziendali hanno accesso, anche nel caso di <strong>Pinterest</strong>, a una dashboard relativa ai dati analitici, contenente statistiche su Profilo, Pubblico e Sito web. Si possono quindi ottenere informazioni sull&#8217;andamento dei propri pin e delle bacheche, sui dati demografici e gli interessi dei seguaci e sul successo dei contenuti collegati al proprio sito.</p>
<p>Ora che l&#8217;immagine dei social network e delle loro principali caratteristiche è più nitida e ne è chiara la rilevanza all&#8217;interno delle strategie di marketing di un&#8217;azienda, è difficile dare torto a Di Fraia, che nel suo libro scrive:</p>
<blockquote><p>Un&#8217;azienda che non è presente in Rete o nei social media è un&#8217;azienda che comunica la propria assenza. È un&#8217;azienda che, probabilmente ingessata da una cultura interna poco recettiva al cambiamento, non ha colto la reale potenzialità di crescita, non solo economica, ma anche etica e culturale, che le autocomunicazioni di massa possono offrirle».</p></blockquote>
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		<title>Decidere il target delle campagne sui social</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/target-campagne/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 10:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Il target delle campagne sui social media è uno degli elementi più importanti, dev&#8217;essere deciso a priori perché proprio in base a quello si andrà a settare tutta la campagna, si sceglierà il tone of voice da utilizzare e i canali su cui concentrarsi. Il target dipende principalmente da: settore in cui si trova la [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>target</strong> delle campagne sui social media è uno degli elementi più importanti, dev&#8217;essere deciso a priori perché proprio in base a quello si andrà a settare tutta la campagna, si sceglierà il <strong>tone of voice</strong> da utilizzare e i canali su cui concentrarsi. Il target dipende principalmente da:</p>
<ul>
<li>settore in cui si trova la vostra attività</li>
<li>chi compra abitualmente i vostri prodotti</li>
<li>chi volete che compri i vostri prodotti (nel caso in cui steste cercando di allargare il vostro mercato)</li>
</ul>
<p>La <strong>profilazione del pubblico</strong>, se fatta in modo corretto, ci permette di investire al meglio il budget, senza sprecare tempo e risorse su un <strong>target</strong> che sia lontano dai nostri obiettivi. Quello che bisogna fare è chiedersi: chi compra abitualmente i miei prodotti? Oppure, nel caso in cui voleste ingrandire il vostro mercato andando a individuare una <strong>domanda latente</strong> non ancora espressa, chi vorreste che li comprasse?</p>
<p><span id="more-1405"></span></p>
<p>Di estrema importanza è mettersi nei panni dell&#8217;utente che vedrà il vostro messaggio, la vostra campagna, per riuscire a trovare un messaggio, un linguaggio e delle immagini che possano interessarlo. Molto utile è l&#8217;inserimento di una <strong>call to action</strong> nella campagna, che potrebbe essere una domanda o un invito a compiere qualcosa, a cliccare su un link o su una pagina, insomma qualcosa che porti l&#8217;utente esattamente dove volete voi.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg"><img class=" size-full wp-image-1407 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg" alt="target cerchio omini" width="400" height="300" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket.jpg 400w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/targetmarket-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a>Per profilare al meglio il vostro <strong>target</strong>, dovete cercare di individuare i seguenti elementi:</p>
<ul>
<li>Luogo di provenienza</li>
<li>Età</li>
<li>Sesso</li>
<li>Lingua</li>
<li>Orientamento sessuale</li>
<li>Situazione sentimentale</li>
<li>Politica</li>
<li>Interessi (viaggi, fotografia, tv, lettura&#8230;)</li>
</ul>
<p>In base a questi punti sarete in grado di compilare una (o più di una) scheda del vostro &#8220;utente modello&#8221;, che vi aiuterà a capire come muovere i prossimi passi. Una volta compiuta questa analisi, sarete in grado di stabilire su quale canale muovervi, quale <strong>social</strong> preferire e che tipo di <strong>campagna ads</strong> impostare, per colpire il vostro <strong>target</strong>.</p>
<p>Pronti?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Instagram</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/instagram/</link>
				<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 15:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;idea di creare un social network basato sulla condivisione di fotografie ‒ e in seguito anche di video ‒ è di Kevin Systrom e Mike Krieger, che nel 2010 hanno fondato Instagram, poi acquistato da Facebook nel 2012. Attualmente gli iscritti nel mondo superano i 300 milioni. In Italia gli utenti attivi sono circa 2 [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di creare un social network basato sulla condivisione di fotografie ‒ e in seguito anche di video ‒ è di <strong>Kevin Systrom</strong> e <strong>Mike Krieger</strong>, che nel 2010 hanno fondato Instagram, poi acquistato da Facebook nel 2012.</p>
<p>Attualmente gli iscritti nel mondo superano i <strong>300 milioni</strong>.<br />
In Italia gli utenti attivi sono circa <strong>2 milioni</strong>.</p>
<p>Iscriversi a <strong>Instagram</strong> è molto. Il primo passo da compiere, dopo aver scaricato gratuitamente l&#8217;app per mobile ‒ necessaria poiché l&#8217;utilizzo tramite computer non consente di caricare <strong>foto</strong> ‒, consiste nel creare un <strong>profilo personale</strong>, pubblico o privato, inserendo un indirizzo e-mail valido, una password, un nome utente e, facoltativamente, un&#8217;immagine e alcune informazioni su di sé, per esempio l&#8217;URL del proprio sito o una breve biografia. A questo punto è possibile scegliere chi si desidera seguire, sfruttando l&#8217;opzione di ricerca automatica degli amici di Facebook o dei contatti della rubrica che fanno uso di <strong>Instagram</strong>, oppure inserendo liberamente i nomi di persone, servizi o brand dei quali si vogliono visualizzare i contenuti pubblicati. Oltre a <strong>commentare</strong> e ad aggiungere <strong>like</strong> alle immagini da cui si è colpiti o ispirati, c&#8217;è naturalmente la possibilità di scattare a propria volta delle <strong>fotografie</strong>, applicarvi modifiche e <strong>filtri</strong> e condividerle con i propri follower, accompagnandole con una breve descrizione e degli <strong>hashtag</strong>, che svolgono qui la stessa funzione che hanno su <strong>Twitter</strong>. Questi contenuti verranno inoltre automaticamente pubblicati sui profili social che si è scelto di sincronizzare con <strong>Instagram</strong>.</p>
<p><span id="more-1341"></span></p>
<p>La grande potenzialità di questa piattaforma non consiste soltanto nella frequenza con cui si vengono a creare <strong>community</strong> ampie e coese, ma soprattutto nella possibilità di raccontare delle storie e mostrare dei prodotti attraverso <strong>immagini</strong> o <strong>video</strong>, che, è risaputo, hanno una forte componente emotiva che ne accresce il potere persuasivo e attrattivo. Non è un caso che <a href="www.wearesocial.it" target="_blank"><em>We Are Social Italia</em></a> abbia rilevato, tramite un&#8217;indagine condotta nel 2014, che Instagram ha la percentuale di interazione con i contenuti più alta tra tutte le piattaforme di social networking.</p>
<p>Le aziende, in particolare, possono disporre di una serie di strumenti utili tra cui <strong>Iconosquare</strong>, che consente di gestire agevolmente il proprio <strong>account</strong> direttamente dal desktop del computer e fornisce diverse statistiche che permettono di monitorare costantemente i risultati delle fotografie pubblicate. Non mancano inoltre numerosi servizi a pagamento, tramite cui acquistare <strong>like</strong> e <strong>follower</strong> o sponsorizzare i propri <strong>post</strong>.</p>
<p>La Redazione dell&#8217;Osservatorio Digitale PMI<br />
(Articolo tratto dalla pubblicazione dell&#8217;ODPMI <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/il-social-media-marketing-per-le-pmi/" target="_blank"><em>Guida all&#8217;uso dei social media nella Piccola e Media impresa</em></a>)</p>
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		<title>Glossario: termini e concetti di Digital Marketing &#8211; parte 2</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/glossario-termini-e-concetti-di-digital-marketing-parte-2/</link>
				<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 12:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Continuiamo a conoscere la terminologia legata al mondo digital: altri termini e concetti estratti dal glossario contenuto nel libro “Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane. Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI” di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (Osservatorio Digitale PMI, Febbraio 2015). Buzz Marketing: è il passaparola, un processo spontaneo di scambio di [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo a conoscere la terminologia legata al mondo digital: altri termini e concetti estratti dal <strong>glossario</strong> contenuto nel libro <strong><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank">“Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane. Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”</a> </strong>di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (<a style="color: #000000" title="HOME" href="http://osservatoriodigitalepmi.it/home/" target="_blank">Osservatorio Digitale PMI,</a> Febbraio 2015).</p>
<p><strong>Buzz Marketing</strong>: è il passaparola, un processo spontaneo di scambio di informazioni, opinioni ed esperienze su una certa marca, prodotto o servizio che avviene online su blog, community e social network. L’obiettivo è facilitare e aumentare le conversazioni riguardanti l’impresa e i suoi prodotti e servizi, migliorandone in questo modo la notorietà e la reputazione.</p>
<p><strong>Direct E-mail Marketing </strong>(o<strong> DEM</strong>): utilizzo della posta elettronica per comunicare e inviare messaggi, di natura commerciale e non, a un pubblico di utenti solitamente presenti in un database e per i quali si dispone dell’indirizzo e-mail.</p>
<p><strong>Web Analytics</strong>: studio e misurazione delle performance delle campagne realizzate e del comportamento e delle azioni degli utenti all’interno di un sito, per esempio numero di visite, pagine visualizzate, provenienza geografica, acquisti effettuati ecc.</p>
<p><strong>Social Advertising </strong>(<strong>“Social Ads”</strong>): si tratta della pubblicità interattiva veicolata sui social network e nelle community, offre la possibilità di mostrare gli annunci solo agli utenti che possono avere un interesse per i prodotti e servizi promossi dall’inserzionista, definendo un target è quindi molto preciso.</p>
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