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	<title>e-commerce &#8211; Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>Ecommerce: la situazione italiana tra analisi e nuovi trend</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/e-commerce-e-trend-la-situazione-italiana-tra-analisi-e-nuovi-trend/</link>
				<pubDate>Mon, 23 May 2016 13:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>&#160; Una forte curiosità ci porta ad approfondire il tema della vendita online. Un tema tanto chiacchierato quanto portante questo, delle ultime ricerche e dell’ultimo Ecommerce Forum Netcomm. Fra i diversi enti che parlano di e-commerce vi sono alcune ricerche interessanti tanto da attirare la nostra attenzione. Dalla rete emergono alcuni dati interessanti: l’ecommerce è [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una forte curiosità ci porta ad approfondire il tema della vendita online. Un tema tanto chiacchierato quanto portante questo, delle ultime ricerche e dell’ultimo Ecommerce Forum Netcomm.<span id="more-1573"></span></p>
<p>Fra i diversi enti che parlano di e-commerce vi sono alcune ricerche interessanti tanto da attirare la nostra attenzione. Dalla rete emergono alcuni dati interessanti:</p>
<ul>
<li>l’ecommerce è sempre in crescita</li>
<li>alcuni settori, per esempio l’editoria, ritrovano ossigeno</li>
<li>la food delivery è il nuovo trend</li>
<li>i grandi colossi continuano ad investire quindi entrare nel mercato</li>
</ul>
<p>Nel dettaglio, grazie alle presentazioni dei dati avvenute ieri al Netcomm Forum, ritroviamo una crescita (italiana)potenziale degli acquisti online (19.3 miliardi di euro, il 17% in più rispetto al 2015) e dei settori che fino ad oggi hanno puntato sull’e-commerce più di altri per esempio turismo (+11%), informatica ed elettronica (+22%), abbigliamento (+25%) e il settore “new entry” rappresentato dall’ editoria (+16%).</p>
<p>Altri interessanti dati arrivano, sempre da Netcomm Forum, in merito a simboli come il Made in Italy sempre in crescita, l’ingresso del food (delivery e grocery) grazie a nuovi modelli di business e ai colossi come Amazon. Inoltre incrementano la presenza le aree dell’arredamento e il retail.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p dir="ltr" lang="it" style="text-align: center;">.<a href="https://twitter.com/Robliscia">@Robliscia</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/ecommerce?src=hash">#ecommerce</a> in Italia cresce a doppia cifra ma rimangono gap culturali e strutturali <a href="https://twitter.com/hashtag/ecommerceforum?src=hash">#ecommerceforum</a> <a href="https://t.co/YvwJMHR96C">pic.twitter.com/YvwJMHR96C</a></p>
<p style="text-align: center;">— Consorzio Netcomm (@ConsNetcomm) <a href="https://twitter.com/ConsNetcomm/status/732926293063393280">18 maggio 2016</a></p>
</blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>Analizzandoli, questi sono dati che ci fanno ben sperare in una forte crescita. Insomma c’è spazio nel mercato ma quante realtà aziendali sono effettivamente disposte a integrare la vendita online nel proprio business? Quali sono i fattori che, ad ogni tentativo, vi ritrovate ad affrontare e vi fan mettere da parte l’idea?<script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
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		<title>Shopping online: dati, tendenza e qualche riflessione</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/shopping-online-dati-tendenza-e-qualche-riflessione/</link>
				<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 10:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di parlare di shopping online in questi giorni di shopping estremo? Certo che no, soprattutto dopo aver letto i dati degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Shopping online: i numeri Secondo Confcommercio la spesa per i regali natalizi aumenterà del 5% sul 2014, ma sono i dati sull’e-commerce ad essere [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di parlare di<strong> shopping online</strong> in questi giorni di shopping <em>estremo</em>? Certo che no, soprattutto dopo aver letto i dati degli <a href="http://www.osservatori.net/" target="_blank">Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano</a>.</p>
<h2>Shopping online: i numeri</h2>
<p>Secondo Confcommercio la spesa per i regali natalizi aumenterà del 5% sul 2014, ma sono i dati sull’e-commerce ad essere davvero incoraggianti: <strong>+16% rispetto il 2014</strong>, per una spesa online di <strong>oltre 3,5 miliardi di euro</strong>, pari a <strong>oltre il 20%della spesa online annuale</strong>, per un totale di 27 milioni di ordini via web. Questi sono i dati emersi dalle previsioni dell’<strong>Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano</strong> per lo shopping online del periodo natalizio (novembre-dicembre).<br />
Se consideriamo che questi numeri si inseriscono in un trend di crescita dei consumi del 2015 che si attesta però su un +0,8% sul 2014, è evidente che qualche riflessione sull’e-commerce le piccole imprese, i negozi e gli esercizi commerciali dovrebbero cominciare a farla.</p>
<p><span id="more-1297"></span></p>
<h2>Shopping online: i prodotti</h2>
<p>Online si acquisteranno soprattutto <strong>prodotti tecnologici</strong> (smartphone, tablet, smartwatch e tv), ma anche <strong>abbigliamento e accessori</strong>(borse e gioielli soprattutto), oggetti di design, cosmetici, libri (sia cartacei che ebook), <strong>giocattoli e prodotti enogastronomici di nicchia</strong>. Non si acquista solo elettronica di consumo dunque, ma anche i tradizionali oggetti che si regalano a Natale, dove ampio spazio trova il più classico dei Made in Italy: abbigliamento e gastronomia. A Natale, ma anche tutto l’anno, le aziende non possono permettersi di trascurare questa crescente quota di mercato che va sull’online, specie quelle che operano nei settori di punta del Made in Italy, anche con interessanti proiezioni sull’internazionalizzazione.</p>
<h2>Perchè online?</h2>
<p>A <strong>Natale</strong> si acquista online per evitare code chilometriche, in tangenziale e alle casse, perché l’e-commerce è sempre aperto e si fa shopping comodamente dal pc o dal tablet a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non è poi da trascurare il fatto che online si può <strong>ordinare</strong>  un articolo altrimenti introvabile nei negozi.<br />
Si compra online anche perché sempre più operatori dell’e-commerce propongono selezioni speciali, promozioni e sconti importanti, spese di consegna gratuite, <strong>reso</strong> posticipato, oltre a servizi accessori sempre molto apprezzati, come le personalizzazioni dei prodotti e le <strong>consegne-lampo </strong>(come esempio più recente vediamo Amazon Prime Now, che garantisce consegne in tutta Milano entro un&#8217;ora di tempo).<br />
Questi ultimi aspetti toccano un tasto dolente dell’e-commerce di molte PMI: logistica, post-vendita e servizi accessori spesso vengono trascurati sia in fase di sviluppo che di successiva gestione del progetto di e-commerce, mettendo talvolta a rischio la buona riuscita di iniziative altrimenti ben strutturate.</p>
<p><strong>Shopping online</strong>: quest’anno, per me e per molti altri, Babbo Natale arriva con il carrello dell’<strong>e-commerce</strong>.<br />
Oltre ai regali porta anche una domanda: sarà il binomio PMI &#8211; e-commerce finalmente vincente nel 2016?</p>
<p>Gabriella Valeri</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E-commerce: siti a prova di&#8230;legge!</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/e-commerce-siti-prova-di-legge/</link>
				<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 14:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Law & Legal]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
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		<category><![CDATA[legal]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Relativamente all&#8217;e-commerce vanno, anzitutto, spesi alcuni cenni sulle distinte accezioni che lo stesso può assumere, per esempio iniziando a discernere tra commercio elettronico diretto (laddove questo abbia ad oggetto beni immateriali vendibili esclusivamente per il tramite di internet) ed indiretto (laddove riguardi oggetti materiali, la cui vendita può essere assimilata a quella a distanza o [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/E-commerce_siti-a-prova-di...-Legge-Osservatorio-Digitale-PMI.png"><img class="  wp-image-1157 alignleft" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/E-commerce_siti-a-prova-di...-Legge-Osservatorio-Digitale-PMI-300x265.png" alt="E-commerce_siti a prova di... Legge - Osservatorio Digitale PMI" width="271" height="242" /></a>Relativamente all&#8217;<strong>e-commerce</strong> vanno, anzitutto, spesi alcuni cenni sulle distinte accezioni che lo stesso può assumere, per esempio iniziando a discernere tra commercio elettronico <em><strong>diretto </strong></em>(laddove questo abbia ad oggetto beni immateriali vendibili esclusivamente per il tramite di internet) ed <strong><em>indiretto </em></strong>(laddove riguardi oggetti materiali, la cui vendita può essere assimilata a quella a distanza o per corrispondenza).</p>
<p style="text-align: justify">In aggiunta, sono sicuramente da specificarsi le differenti forme che il commercio elettronico può assumere, ossia il B2B (transazioni commerciali elettroniche tra imprese), il B2C (tra imprese e consumatori finali/clienti individuali), il B2A (tra imprese e PA), l&#8217;A2A (tra PA) e l&#8217;A2C (tra PA e consumatori finali).</p>
<p style="text-align: justify">La <strong>normativa</strong> applicabile a tale nuova forma di compravendita è, a grandi linee, riassumibile come segue:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>Lgs. n. 114/1998 (decreto Bersani; ha comportato la riforma della disciplina del commercio, comprendendo tutte le ipotesi di vendita al dettaglio attraverso un sito internet o, in generale, le vendite a distanza);</li>
<li>Lgs. n. 185/1999 (relativo alla protezione dei consumatori nelle vendite a distanza);</li>
<li>Lgs. n. 70/2003, di recepimento della direttiva 2000/31/CE (<em>ex multis</em>, all&#8217;art. 7, prevede tutte le informazioni che il prestatore di servizi deve necessariamente fornire ai destinatari/consumatori);</li>
<li>Lgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo; all&#8217;art. 52 indica tutte le informazioni da dare al consumatore);</li>
<li>Lgs. n. 59/2010, che recepisce la direttiva 123/2006/CE del Parlamento Europeo (apporta modifiche che mirano alla semplificazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all&#8217;accesso e allo svolgimento delle attività di servizio).</li>
</ol>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1154"></span></p>
<p style="text-align: justify">Chiariti questi aspetti introduttivi, è il caso di definire a livello pratico come vada strutturato un sito e-commerce… a prova di Legge!</p>
<p style="text-align: justify">Concentrandoci sulla sola attività <strong>B2C</strong> (necessariamente professionale ed abituale), le linee guida sono le seguenti:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>La normativa in materia <span style="text-decoration: underline">non</span> si applica:</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">&#8211;    agli artigiani, per la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    alle associazioni dei produttori ortofrutticoli;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    ai titolari di rivendite di generi di monopolio;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    ai produttori agricoli;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    alle vendite di carburante;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    ai pescatori e alle cooperative di pescatori;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;   a chi vende o espone per la vendita le proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica o informativa;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    all’attività di vendita effettuata nelle fiere campionarie e nelle mostre di prodotti;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    ai farmacisti;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    alla vendita dei beni del fallimento;</p>
<p style="text-align: justify">&#8211;    agli enti pubblici o alle persone giuridiche private partecipate dallo Stato o da enti territoriali;</p>
<ol style="text-align: justify" start="2">
<li>Va presentata una segnalazione certificata di inizio attività al Comune di residenza o in cui è situata la sede del soggetto giuridico e va indicato il settore merceologico di attività del sito nonché un dominio web;</li>
<li>È fatto obbligo di indicare i dati societari sul website (se si tratta di una società di capitali vanno indicati: nome, denominazione o ragione sociale; domicilio o sede legale; partita IVA − in home page; provincia dell&#8217;ufficio registro di iscrizione; codice fiscale; numero REA; capitale sociale; va indicato se la società è unipersonale e se è in liquidazione; elementi di individuazione dell’autorità di vigilanza qualora l’attività sia soggetta a concessione, licenza o autorizzazione. Se si tratta di società di persone e/o di imprese individuali, va indicata la partita IVA);</li>
<li>È necessario indicare quanto previsto dal Codice del Consumo (ex 52: “<em>In tempo utile, prima della conclusione di qualsiasi contratto a distanza, il consumatore deve ricevere le seguenti informazioni: a) identità del professionista e, in caso di contratti che prevedono il pagamento anticipato, l’indirizzo del professionista; b) caratteristiche essenziali del bene o del servizio; c) prezzo del bene o del servizio, comprese tutte le tasse e le imposte; d) spese di consegna; e) modalità del pagamento, della consegna del bene o della prestazione del servizio e di ogni altra forma di esecuzione del contratto; f) esistenza del diritto di recesso o di esclusione dello stesso, ai sensi dell’articolo 55, comma 2; g) modalità e tempi di restituzione o di ritiro del bene in caso di esercizio del diritto di recesso; h) costo dell’utilizzo della tecnica di comunicazione a distanza, quando è calcolato su una base diversa dalla tariffa di base; i) durata della validità dell’offerta e del prezzo; l) durata minima del contratto in caso di contratti per la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi ad esecuzione continuata o periodica</em>”);</li>
<li>Deve essere presente l&#8217;informativa privacy (D.lgs. 196/2003) e devono essere rispettate le disposizioni di legge in materia di cookies (per queste due tematiche si rimanda ai seguenti articoli: <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/de-rerum-privacy/">http://osservatoriodigitalepmi.it/de-rerum-privacy/</a>; <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/cookiess-recipe/">http://osservatoriodigitalepmi.it/cookiess-recipe/</a>);</li>
<li>È necessario il rispetto delle regole relative alla contrattualistica, applicabile anche ai contratti <em>on line</em>;</li>
<li>È fatto obbligo di informare il consumatore delle modalità e tempistiche (se non indicate, il termine per l’esercizio del recesso è di 1 anno e 14 giorni − anziché soli 14 gg) di esercizio del diritto di recesso, nonché sull’assistenza e sulla garanzie in essere;</li>
<li>È necessario che il consumatore riconosca espressamente che l&#8217;ordine di acquisto implica l&#8217;obbligazione di pagamento (se l&#8217;inoltro dell&#8217;ordine implica l&#8217;utilizzo di un pulsante o <em>similia</em>, il pulsante deve riportare la scritta “ordine con obbligo di pagare”. In caso contrario, il consumatore non è vincolato dal contratto o dall&#8217;ordine);</li>
<li>Devono essere messe a disposizione del consumatore le condizioni generali di vendita;</li>
<li>Vi è l&#8217;obbligo di invio della ricevuta relativa all&#8217;ordine, comprensiva delle informazioni del caso;</li>
<li>È vietato il commercio all’ingrosso e al dettaglio congiuntamente.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">In Italia il settore <em>e-commerce</em> si sta espandendo rapidamente, tanto che le vendite, ad oggi, superano i <strong>16,6 miliardi</strong> con un aumento di oltre il 16%.</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna però ricordarsi che <em>le vendite on line non si improvvisano, ed esserci non basta</em>. E quindi? Come dice Giulio Finzi (Netcomm) “Quello che serve innanzitutto è avere contenuti di qualità che siano capaci di raccontare la storia dei nostri prodotti in pochi secondi. Bisogna poi essere pronti a gestire il servizio in tempo reale: evadendo gli ordini, perché il marketplace è aperto 24 ore al giorno, sette giorni su sette; controllando il magazzino; e poi infine seguendo il cliente in tempo reale, informandolo ed essendo pronti a gestire i suoi resi”.</p>
<p style="text-align: right">Avv. Anna Capoluongo</p>
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		<title>PMI ed e-commerce: i dati dell&#8217;indagine 2014</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/pmi-ed-e-commerce-dati-dellindagine-2014/</link>
				<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 09:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca 2014]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Continuiamo a parlare dell’indagine 2014 dell’Osservatorio approfondendo ora i risultati relativi a PMI ed e-commerce. Dalla ricerca è emerso che solamente il 20,13% delle aziende intervistate vende i propri prodotti o servizi on line, mentre il 9,24% ha attivato un progetto per iniziare a fare lo stesso. Ben il 70,63% delle imprese, tuttavia, non utilizza [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Continuiamo a parlare dell’<strong>indagine 2014 dell’Osservatorio</strong> approfondendo ora i risultati relativi a <strong>PMI ed e-commerce</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Dalla ricerca è emerso che solamente il 20,13% delle aziende intervistate vende i propri prodotti o servizi on line, mentre il 9,24% ha attivato un progetto per iniziare a fare lo stesso. Ben il 70,63% delle imprese, tuttavia, non utilizza l’e-commerce, nonostante il numero delle <strong>spese effettuate in Rete</strong> sia in continuo aumento e questa modalità di acquisto ‒ eseguito comodamente da casa ‒ si stia lentamente affermando perfino tra i più scettici (Grafico 1 ‒ cliccare sull&#8217;immagine per visualizzarla correttamente).</p>
<div id="attachment_1116" style="width: 459px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1116" class="  wp-image-1116" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14-300x160.jpg" alt="Stampa" width="449" height="240" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14-300x160.jpg 300w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14-1030x548.jpg 1030w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14-705x375.jpg 705w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14-450x240.jpg 450w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.14.jpg 1334w" sizes="(max-width: 449px) 100vw, 449px" /></a><p id="caption-attachment-1116" class="wp-caption-text">Grafico 1: La sua azienda vende on line?</p></div>
<p style="text-align: justify">Considerando separatamente i diversi settori di attività, si nota che in quello industriale è una percentuale ancora più irrisoria – il 12,15% − a effettuare vendite on line, contro l’80,36% che non si è invece interessato a tale possibilità.</p>
<p style="text-align: justify">La situazione è molto simile nel settore dei servizi, in cui soltanto il 13,33% delle realtà intervistate si serve dell’e-commerce. Tra quelle che non ne fanno uso − il 78,67% − il 61,86% non intende nemmeno attivarsi in tal senso nei mesi a venire e il 20,34% lo ritiene poco probabile.</p>
<p style="text-align: justify">Nel settore commerciale, infine, i dati sono più ottimistici: il 41% delle PMI del campione vende on line e il 16% si sta muovendo in tale direzione. La percentuale di aziende che non utilizzano l’e-commerce – il 43% − rimane comunque significativa, ma, tra queste, il 25% considera probabile iniziare a farlo nel corso dei prossimi mesi. Per il 33,33% è invece poco probabile e il 30% circa non tiene l’opzione in considerazione.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1115"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nonostante in quest’ultimo settore la situazione sia nettamente più positiva, in generale emerge un quadro in cui le PMI italiane appaiono poco consapevoli dei molteplici vantaggi connessi all’e-commerce. Più della metà – precisamente il 58,88% − di quelle che non se ne servono non ha infatti neppure intenzione di sperimentare tale modalità di vendita nei 18 mesi successivi all’intervista e il 22,43% lo ritiene poco probabile. Una percentuale decisamente irrisoria – il 9,35% − lo considera invece probabile, mentre per il 3,74% è molto probabile. Il 3,74%, infine, non ha saputo rispondere alla domanda (Grafico 2).</p>
<div id="attachment_1117" style="width: 484px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1117" class="  wp-image-1117" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15-300x133.jpg" alt="Stampa" width="474" height="210" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15-300x133.jpg 300w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15-1030x456.jpg 1030w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15-705x312.jpg 705w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15-450x199.jpg 450w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.15.jpg 1456w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a><p id="caption-attachment-1117" class="wp-caption-text">Grafico 2: La sua azienda intende iniziare a vendere on line nei prossimi 18 mesi?</p></div>
<p style="text-align: justify">Tra le PMI che già utilizzano l’e-commerce, il 50,82% promuove le vendite on line servendosi di strategie di <strong>SEO</strong>, il 31,15% realizzando <strong>campagne pubblicitarie</strong> per il Web e il 26,23% investendo nel <strong>SEM</strong>. Una significativa percentuale di aziende – il 27,87% − preferisce invece la pubblicità sui media tradizionali, mentre soltanto l’1,64% ha adottato quella su <em>mobile</em>. Il 14,75%, infine, non ha sviluppato nessuna attività di promozione delle proprie vendite in Rete (Grafico 3).</p>
<div id="attachment_1118" style="width: 455px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.16.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1118" class="  wp-image-1118" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.16-300x181.jpg" alt="Stampa" width="445" height="270" /></a><p id="caption-attachment-1118" class="wp-caption-text">Grafico 3: Come promuove le vendite on line la sua azienda?</p></div>
<p style="text-align: justify">Considerando ancora l’insieme di imprese che vendono on line, si è rilevato che la maggior parte di esse – ovvero il 67,21% − possiede una sezione<strong> e-shop</strong> all’interno del proprio sito web aziendale. Il 9,84% utilizza invece <strong>Amazon</strong>, il 4,92% <strong>eBay</strong> e il 32,79% altri portali dello stesso genere. Solamente l’1,64% è attivo anche su siti di comparazione dei prezzi (Grafico 4).</p>
<div id="attachment_1120" style="width: 467px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-1120" class="  wp-image-1120" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17-300x184.jpg" alt="Stampa" width="457" height="280" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17-300x184.jpg 300w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17-1030x633.jpg 1030w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17-705x433.jpg 705w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17-450x277.jpg 450w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/10/3.17.jpg 1334w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></a><p id="caption-attachment-1120" class="wp-caption-text">Grafico 4: Indichi con quali strumenti digitali la sua azienda vende on line</p></div>
<p style="text-align: justify">
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/pmi-ed-e-commerce-dati-dellindagine-2014/">PMI ed e-commerce: i dati dell&#8217;indagine 2014</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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		<title>PMI ed e-commerce: cosa c&#8217;è da sapere</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/pmi-ed-e-commerce-cosa-ce-da-sapere/</link>
				<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 16:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>In Italia, il connubio tra PMI ed e-commerce non sembra ancora essersi consolidato, nonostante il numero degli acquisti effettuati on line continui ad aumentare. I meno esperti, forse, non avranno nemmeno ben chiaro cosa esattamente si intenda con il termine “e-commerce”, che indica l&#8217;insieme di tutte le attività commerciali e le transazioni effettuate per via [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">In Italia, il connubio tra <b>PMI ed e-commerce</b> non sembra ancora essersi consolidato, nonostante il numero degli <b>acquisti effettuati on line</b> continui ad aumentare. I meno esperti, forse, non avranno nemmeno ben chiaro cosa esattamente si intenda con il termine “e-commerce”, che indica l&#8217;insieme di tutte le attività commerciali e le transazioni effettuate per via elettronica. </span></span></p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: large"><b>Come vendere tramite il Web?</b></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Esistono due possibilità a disposizione delle PMI per svolgere attività di commercio elettronico: inserire una sezione <b>e-shop</b> all&#8217;interno del proprio sito aziendale, oppure entrare a far parte di <b>portali dedicati alla vendita on line</b>, quali Amazon o eBay. Nel secondo caso, alle piattaforme dovrà essere pagata una commissione, che generalmente varia a seconda del prezzo di vendita della merce.</span></span></p>
<h2><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: large"><b><span id="more-1000"></span></b></span></span></h2>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: large"><b>Per gli scettici&#8230;</b></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">Al contrario di quanto molti credano, la pratica di comprare prodotti e servizi in rete è diffusa non solo tra i consumatori finali, ma anche tra professionisti e imprese, che preparano i propri acquisti direttamente sui siti web dei fornitori. Ciò significa che la strada dell&#8217;e-commerce è aperta e percorribile sia dalle PMI che offrono servizi <em>Business-to-Consumer</em>, sia da quelle basate sul modello <em>Business-to-Business</em>.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium">È vero tuttavia che in Italia sia ancora diffusa una certa <b>sfiducia</b> nei confronti delle spese effettuate sul Web, dovuta principalmente a timori relativi alla ‒ solo presunta ‒ scarsa sicurezza delle procedure di pagamento on line e all&#8217;impossibilità di verificare l&#8217;attendibilità di alcuni venditori, che potrebbero rivelarsi dei truffatori. Queste paure, però, stanno venendo a poco a poco superate e l&#8217;e-commerce sta così prendendo sempre più piede, persino tra gli scettici. Non è ancora certo se il suo destino sia quello di sostituire l&#8217;acquisto “fisico”, ma sicuramente è già andato ad affiancare, e integrare, tale pratica. </span></span></p>
<h2 align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: large"><b>Non solo gli acquisti on line hanno origine in rete</b></span></span></h2>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Calibri, sans-serif"><span style="font-size: medium"><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/09/PMI-ed-e-commerce-2-Osservatorio-Digitale-PMI.jpg"><img class="  wp-image-1003 alignleft" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2015/09/PMI-ed-e-commerce-2-Osservatorio-Digitale-PMI-291x300.jpg" alt="PMI ed e-commerce 2 - Osservatorio Digitale PMI" width="204" height="190" /></a>Per concludere va sottolineato un aspetto importante, che solo parzialmente ha a che fare con PMI ed e-commerce. Molti dei processi di acquisto messi in atto da consumatori e piccole, medie o grandi aziende, infatti, scaturiscono dal Web, anche se non necessariamente terminano on line. Ciò accade poiché la rete è ormai diventata uno strumento essenziale per raccogliere informazioni, opinioni e valutazioni relative a prodotti o servizi ai quali si è interessati. È quindi usanza comune quella di servirsi di Internet per decidere se comprare o meno una determinata merce, che potrà poi essere acquistata direttamente on line oppure recandosi fisicamente presso un punto vendita. In ogni caso, perciò, il ruolo svolto dalla rete nell&#8217;influenzare e <b>indirizzare le decisioni degli acquirenti</b> non va dimenticato.</span></span></p>
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