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	<title>digital &#8211; Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>Decalogo per le PMI e il digitale</title>
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				<pubDate>Tue, 22 Mar 2016 15:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Come è apparso chiaramente dalle ricerche e dai dati che vi abbiamo mostrato in precedenza, per le PMI fare marketing digitale è ormai una questione di vitale importanza. Ma non si tratta sempre di un&#8217;azione così semplice, per cui vi offriamo un decalogo di semplici regole da seguire per trarre il meglio dai primi passi verso [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Come è apparso chiaramente dalle ricerche e dai dati che vi abbiamo mostrato in precedenza, per le PMI fare <strong>marketing digitale</strong> è ormai una questione di vitale importanza. <span id="more-1454"></span>Ma non si tratta sempre di un&#8217;azione così semplice, per cui vi offriamo un <strong>decalogo</strong> di semplici regole da seguire per trarre il meglio dai primi passi verso la <strong>digitalizzazione</strong> della vostra azienda:</p>
<ol>
<li><strong>pianificare la strategia</strong> in anticipo, andando a capire a chi volete rivolgervi e con che tono, su quali piattaforme volete agire, se prevedete di fare anche del <strong>marketing</strong> tradizionale oppure no, svolgere delle ricerche di mercato per capire come muoversi prima di iniziare a farlo;</li>
<li><strong>continuare</strong> anche quando i primi risultati non arrivano: il Web è veloce, immediato, ma non per questo lo sono i risultati dell&#8217;<strong>online marketing</strong>, che come tutte le cose ben fatte necessita di tempo e costanza;</li>
<li><strong>scegliere</strong> <strong>i giusti social</strong> grazie alle ricerche di mercato avrete capito quali sono i social che i vostri clienti, o il target che vorreste comunque colpire, usano abitualmente. Concentratevi quindi su questi e lasciate perdere gli altri, altrimenti finirete con il disperdere attenzione e fatica inutilmente;</li>
<li><strong>non solo social</strong> la comunicazione non deve basarsi solo su campagne Facebook o Instagram, anzi la <strong>strategia digitale</strong> deve prevedere un piano a 360°, che vada a includere il sito web dell&#8217;azienda, eventuali <strong>e-commerce</strong> o <strong>e-store</strong> dove sono venduti i prodotti, magari anche pensare di avviare delle collaborazioni con qualche <strong>blogger</strong> di spicco;</li>
<li><strong>ascoltare</strong> quello che gli utenti hanno da dire: la bidirezionali della comunicazione social va sfruttata al massimo, per non rischiare di non dare attenzione a commenti che potrebbero aiutare a prendere la giusta direzione aziendale;</li>
<li><strong>affidarsi a professionisti</strong> è di vitale importanza per riuscire ad agire nella maniera più corretta sin dall&#8217;inizio e non rischiare di sprecare tempo e risorse, magari causando anche qualche danno di immagine dovuto all&#8217;inesperienza;</li>
<li><strong>monitorare</strong> tutti i risultati, costantemente, per capire cosa funziona e cosa invece va cambiato;</li>
<li><strong>offrire contenuti di qualità</strong> che possano interessare davvero gli utenti, che offrano loro qualcosa di più che li spinga a venire sul nostro sito o a continuare a seguirci;</li>
<li><strong>seguire influencer e concorrenti</strong> per vedere quali sono le strategie che usano e capire come sfruttare al meglio la loro popolarità, sia imparando dalle loro azioni che evitando di compiere errori che loro hanno, fortuna nostra, già compiuto;</li>
<li><strong>usare il dizionario </strong>per evitare strafalcioni grammaticali, davvero un pessimo biglietto da visita per qualunque azienda.</li>
</ol>
<p>Pronti a iniziare?</p>
<p>La Redazione dell&#8217;Osservatorio Digitale PMI</p>
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		<title>La privacy in Europa: quali sono le novità?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/privacy/</link>
				<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 10:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Law & Legal]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
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		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il Codice Privacy Europeo segna un nuovo passo verso la globalizzazione in materia di privacy e di tutela dei dati personali. Dopo che a dicembre 2015 ha visto la luce il testo del Regolamento, il nuovo anno porterà con sé la sua inclusione all&#8217;interno di un progetto di riforma della privacy &#8211; e quindi la sua [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Il Codice Privacy Europeo segna un nuovo passo verso la globalizzazione in materia di <strong>privacy</strong> e di tutela dei <strong>dati personali</strong>.</p>
<p>Dopo che a dicembre 2015 ha visto la luce il testo del Regolamento, il nuovo anno porterà con sé la sua inclusione all&#8217;interno di un progetto di riforma della <strong>privacy</strong> &#8211; e quindi la sua entrata in vigore, prevista per primavera 2016 – e l&#8217;obbligo di uniformarsi entro i successivi due anni – e dunque la sua applicabilità a partire dalla primavera 2018.</p>
<p>Il tanto atteso il <strong>Codice Privacy Europeo</strong> va ad interessare principalmente due ambiti, quello relativo all&#8217;uso dei dati personali nel settore della sicurezza e delle attività di polizia e giustizia (mediante una direttiva che andrà recepita nei singoli Stati), e quello relativo all&#8217;uso degli stessi con riferimento a tutti i soggetti privati (sia persone fisiche che giuridiche) e ad alcuni soggetti pubblici (mediante un regolamento immediatamente applicabile).</p>
<p>Il Regolamento Europeo della <strong>privacy</strong> nasce per dare una normativa ad aspetti ancora non coperti da tutela e regolamentazione, quali ad esempio il diritto all&#8217;oblio, il diritto alla portabilità dei dati, la valutazione dell&#8217;impatto dell&#8217;utilizzo dei dati, il controllo, l&#8217;informativa e la figura del Data Protection Officer (DPO).</p>
<p>Grazie alla peculiare natura di <em>unicum</em> (votato al principio della leale concorrenza), il Regolamento sarà applicabile in tutti gli Stati membri ed <span style="text-decoration: underline;">anche</span> nei confronti di quelle<span style="text-decoration: underline;"> aziende extra-europee</span> che, però, offrano servizi o beni all&#8217;interno del mercato europeo.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/privacy-policy.jpg"><img class=" size-portfolio wp-image-1438 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/privacy-policy-495x400.jpg" alt="privacy definition" width="495" height="400" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/privacy-policy-495x400.jpg 495w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/privacy-policy-845x684.jpg 845w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a></p>
<p><strong><span id="more-1437"></span></strong></p>
<p>Come anticipato, il progetto di regolamento affronta tematiche di estrema rilevanza, quali:</p>
<ul>
<li>diritti degli interessati (necessità del chiaro consenso dell&#8217;interessato al trattamento dei dati personali &#8211; accesso facilitato dell’interessato ai suoi dati personali &#8211; diritto alla rettifica, alla cancellazione e &#8220;all’oblio&#8221; &#8211; diritto di obiezione, anche riguardo all’uso dei dati personali a fini di &#8220;profilazione&#8221; &#8211; diritto di portabilità dei dati da un prestatore di servizi a un altro);</li>
<li>obblighi generali dei responsabili del trattamento dei dati personali;</li>
<li>obbligo di attuare misure di sicurezza (<em>Privacy Impact Assessment</em>) adeguate in funzione del rischio (valutato in relazione alle operazioni di trattamento dei dati);</li>
<li>obbligo (per i titolari del trattamento – Data controller) di attuare misure tecniche ed organizzative in grado di dimostrare la conformità del trattamento dei dati personali a quanto prescritto dal Regolamento;</li>
<li>nomina di un responsabile della protezione dati (obbligatorio per PA e per aziende che trattano dati particolarmente sensibili);</li>
<li>responsabilità e sanzioni per i responsabili del trattamento (fino a 20 milioni di Euro o al 4% del fatturato annuo globale);</li>
<li>privacy by design (tutela del dato fin dalla progettazione) e by default (tutela della vita privata per impostazione predefinita);</li>
<li>obbligo (per gli Stati membri) di istituzione di un&#8217;autorità di controllo indipendente a livello nazionale;</li>
<li>diritto di proporre reclamo all’autorità di controllo;</li>
<li>diritto a presentare ricorso giurisdizionale e diritto al risarcimento;</li>
<li>diritto ad ottenere il riesame da parte di un giudice nazionale delle decisioni adottate dalle rispettive autorità preposte alla protezione dei dati, a prescindere dallo Stato membro in cui è stabilito il responsabile del trattamento dei dati;</li>
<li>istituzione di un comitato europeo per la protezione dei dati;</li>
<li>d. <em>one-stop-shop</em> o sportello unico (le società attive con controllate in diversi Stati membri dovranno interagire solo con l&#8217;autorità preposta alla protezione dei dati nello Stato membro in cui ha lo stabilimento principale);</li>
<li>trasferimento di dati personali a paesi terzi e organizzazioni internazionali, affidando alla Commissione i compiti di verifica del livello di protezione offerto da un territorio o da un settore di trattamento (n.b. il Regolamento riconosce BCRs come meccanismo valido per trasferire dati fuori dall&#8217;UE).</li>
</ul>
<p>Tutto ciò per le PMI si tradurrà, fortunatamente, in una diminuzione dei costi e degli oneri burocratici grazie ad un approccio che permetterà di parametrare gli obblighi all&#8217;effettivo rischio corso dalla singola azienda. Per fare un esempio, infatti, grazie alIl <strong>Codice Privacy Europeo</strong>, per le aziende di piccole e medie dimensioni vengono aboliti sia gli obblighi di notifica alle autorità di controllo (stimati in ca. 130 milioni di Euro/anno) che quelli di valutazione d&#8217;impatto del rischio (salvo in caso di rischi elevati), nonché quelli di nomina del responsabile per la protezione dei dati (se il trattamento dati non é attività prevalente).</p>
<p>Ancora, a fronte di richieste di accesso ai dati che non siano fondate o siano eccessive viene riconosciuta in capo alle PMI la facoltà di domandare il risarcimento delle spese.</p>
<p>E&#8217;, quindi, evidente &#8211; come ha detto anche il presidente di Federprivacy Nicola Bernardi &#8211; che</p>
<blockquote><p>con l&#8217;approvazione del regolamento europeo, le aziende hanno adesso una opportunità unica di sfruttare il mercato digitale.<em> </em></p></blockquote>
<p>Ora non resta che essere open minded e affidarsi a professionisti specializzati.</p>
<p>Avv. Anna Capoluongo</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>PEC e firma digitale</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/pec-e-firma-digitale/</link>
				<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 10:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Law & Legal]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Quando si parla di PEC (Posta Elettronica Certificata) e firma digitale spesso si fa confusione. Le sigle e le definizioni, a  volte criptiche, del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), rendono difficile ai non addetti ai lavori la distinzione tra firme elettroniche, semplici, avanzate qualificate e firma digitale, quest’ultima definita dallo stesso CAD come un particolare tipo di [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di <strong>PEC</strong> (Posta Elettronica Certificata) e firma digitale spesso si fa confusione. Le sigle e le definizioni, a  volte criptiche, del <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82!vig=" target="_blank">Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)</a>, rendono difficile ai non addetti ai lavori la distinzione tra firme elettroniche, semplici, avanzate qualificate e firma digitale, quest’ultima definita dallo stesso CAD come</p>
<blockquote><p>un particolare tipo di firma elettronica avanzata.</p></blockquote>
<p>Vediamo di capirci un po&#8217; di più.</p>
<p><strong>Gli aspetti normativi della PEC</strong></p>
<p>La <strong>PEC</strong> è uno strumento che consente di inviare messaggi di posta elettronica con pieno valore legale, pari a quello della raccomandata con ricevuta di ritorno.</p>
<p>L’art. 48 del CAD, infatti, prevede che la trasmissione telematica di comunicazioni che necessitano di una ricevuta di invio e di una ricevuta di consegna avvenga mediante <strong>posta elettronica certificata.</strong> In questo modo, una trasmissione dati assume lo stesso valore della notificane per mezzo posta. Questo significa che la data e l’ora relativi alla trasmissione e alla ricezione di un documento informatico, trasmesso a mezzo PEC, possono diventare un&#8217;arma legale tanto quanto una raccomandata con ricevuta di ritorno.</p>
<p>Successivamente una serie di norme, prima la <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2008-11-29;185!vig=">D.L. 185/2008</a> (conv. L. 2/2009), da ultimo il <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012-10-18;179!vig=">DL 179/2012</a> (conv. L.221/2012), sono intervenute per rendere obbligatorio per imprese, professionisti e PA, il possesso di un indirizzo di <strong>Posta Elettronica Certificata</strong>. Già dal 2009, era d&#8217;obbligo dichiarare il proprio indirizzo <strong>PEC</strong> all’atto dell’iscrizione al registro imprese, ma la retroattività della norma è scattata solo nel 2011. Tempi più lunghi per le ditte individuali, per le quali l’obbligo è arrivato solo a fine giugno 2013.<br />
Contestualmente, dal primo luglio 2013, la <strong>posta elettronica certificata</strong> è diventata il canale di comunicazione esclusivo tra imprese e pubblica amministrazione, non essendo più accettate le comunicazioni in forma cartacea.</p>
<p>La normativa vigente ha anche previsto la creazione di un elenco pubblico online, l’<a href="https://www.inipec.gov.it" target="_blank">INIPEC</a>, liberamente accessibile a tutti, dove trovare gli indirizzi <strong>PEC</strong> di imprese e professionisti. In modo analogo l’<a href="http://www.indicepa.gov.it" target="_blank">Indice PA</a> consente di individuare gli indirizzi <strong>PEC</strong> di tutti gli enti pubblici, centrali e locali, di ogni ordine e livello.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/PEC_firma_001.jpg"><img class=" size-full wp-image-1432 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/PEC_firma_001.jpg" alt="PEC processo firma digitale" width="397" height="303" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/PEC_firma_001.jpg 397w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/PEC_firma_001-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" /></a></p>
<p><strong><span id="more-1430"></span>Come funziona la PEC</strong></p>
<p>Se visto dal lato dell&#8217;utente, l’invio di un messaggio di <strong>posta elettronica certificata</strong> non è differente dall’uso di una tradizionale mail. Ciò che cambia sta dietro, nel funzionamento dei server dei gestori del servizio. Il fulcro del sistema <strong>PEC</strong> ruota attorno ai gestori, che, rispetto ai normali provider di posta elettronica, devono garantire l’adempimento di tutta una serie di specifiche procedure formali e tecniche. Il servizio di posta elettronica certificata è infatti fornito solo da gestori accreditati e certificati presso AgID (Agenzia per l’Italia Digitale), ente nazionale che ha il compito di coordinare e gestire lo sviluppo dell’agenda digitale italiana.</p>
<p>Come funziona? Il gestore <strong>PEC</strong> identifica il titolare della casella al momento del richiesta della stessa, motivo per cui è necessario mostrare o inviare un documento di identità in corso di validità, quale requisito essenziale ai fini dell’attivazione dell’indirizzo.</p>
<p>A livello tecnico, i gestori devono tenere traccia di tutte le operazioni svolte su un apposito log dei messaggi, le ricevute devono contenere un riferimento temporale per garantire la certificazione dell’invio e della ricezione, deve essere garantita l’integrità del messaggio di posta elettronica (motivo per cui il messaggio inviato è contenuto all’interno di una busta di trasporto, firmata elettronicamente dal provider).</p>
<ol>
<li>Per ogni mail inviata sono generate due ricevute, la prima è la ricevuta di Accettazione proveniente dal proprio gestore <strong>PEC</strong>, che attesta il momento dell’invio e la presa in carico del messaggio.</li>
<li>La seconda ricevuta arriva nella casella del mittente una volta che il gestore <strong>PEC</strong> del destinatario consegna il messaggio nella casella di destinazione, questa è la ricevuta di avvenuta consegna che attesta il momento della ricezione ed è opponibile a terzi.</li>
</ol>
<p>Indipendentemente dall&#8217;avvenuta lettura del messaggio da parte del destinatario, la ricevuta di avvenuta consegna è rilasciata dal gestore contestualmente alla consegna del messaggio <strong>PEC</strong> nella casella di posta elettronica del destinatario.</p>
<p>Anche le anomalie sono tracciate ed è prevista la generazione di una specifica ricevuta che attesta sia l’esito negativo della consegna del messaggi che l’avviso di mancata consegna. Tale notifica viene recapitata al mittente entro 24 ore dall’invio. All’interno dell’avviso è specificato, in lingua inglese, il motivo della mancata consegna del messaggio, che in genere, è dovuto a:</p>
<ul>
<li>casella PEC del destinatario piena e quindi non più in grado di ricevere messaggi (mailbox disk quota exceeded)</li>
<li>indirizzo PEC inesistente o sbagliato (User unknown / mailbox unavailable o simili).</li>
</ul>
<p>Dott. Luca Frabboni</p>
<p>Esperto in informatica giuridica e giudiziaria <a href="www.maatsrl.it" target="_blank">Maat Srl</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Autocomunicazioni di massa</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/autocomunicazioni-di-massa/</link>
				<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[digital]]></category>
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		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Le autocomunicazioni di massa nascono con l&#8217;avvento di internet e vanno a sostituire la più classica comunicazione di massa, il modello comunicativo esistente prima che nascesse il World Wide Web. Come già ripetutamente accennato, con l&#8217;avvento di Internet ‒ prima ‒ e del Web 2.0 ‒ poco più tardi ‒ le aziende in generale e [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>autocomunicazioni di massa</strong> nascono con l&#8217;avvento di internet e vanno a sostituire la più classica comunicazione di massa, il modello comunicativo esistente prima che nascesse il World Wide Web.</p>
<p>Come già ripetutamente accennato, con l&#8217;avvento di Internet ‒ prima ‒ e del Web 2.0 ‒ poco più tardi ‒ le aziende in generale e le Piccole e Medie Imprese in particolare si sono trovate a operare in un contesto che, se analizzato attentamente, appare profondamente mutato rispetto a quello di appena qualche anno fa. Per descrivere tale evoluzione vissuta dall&#8217;Occidente, Castells ha parlato di un</p>
<blockquote><p>passaggio dalla società moderna, e di massa, alla <strong>società</strong> in <strong>rete</strong> (<strong>Network</strong> <strong>Society</strong>).</p></blockquote>
<p>Le differenze tra le due sono molteplici, ma rilevante per questa trattazione è soprattutto il sostanziale cambiamento che si è verificato nell&#8217;ambito delle comunicazioni.</p>
<p>La diffusione dei mass media tradizionali, quali radio e televisione, oltre a facilitare l&#8217;accesso a un gran numero di informazioni e, di conseguenza, il graduale riconoscimento da parte dei cittadini della propria condizione e dei propri diritti ‒ quando le notizie non erano distorte ‒, ha sicuramente contribuito all&#8217;affermarsi della cultura di massa e del consumo. La comunicazione, infatti, era di tipo uno a molti e quindi prodotta esclusivamente da enti pubblici o privati specializzati, con l&#8217;obbiettivo di affermare le forme di pensiero dominanti. Nonostante questa sia un&#8217;analisi abbastanza superficiale e semplicistica del tema ben più ampio della comunicazione di massa, dovrebbe bastare a far comprendere l&#8217;atteggiamento assunto dalle imprese in un simile scenario: erano esse a decidere quale immagine di sé far emergere attraverso i <strong>mass</strong> <strong>media</strong>, selezionando accuratamente i contenuti da divulgare e presentando prodotti e servizi al pubblico in maniera spesso invasiva, per renderli noti e incrementare le vendite.</p>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/comunicare_002.jpg"><img class=" size-full wp-image-1426 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/03/comunicare_002.jpg" alt="profilo uomo lettere autocomunicazione" width="300" height="221" /></a></p>
<p><span id="more-1423"></span></p>
<p>Lo sviluppo di Internet, tuttavia, ha dato vita a un fenomeno particolare, quello delle <strong>autocomunicazioni di massa</strong>. Questo termine è stato coniato da Castells per indicare</p>
<blockquote><p>una nuova forma della comunicazione umana, irriducibile alle precedenti, e caratterizzata dalla possibilità che le nuove tecnologie della Rete offrano a ciascun individuo di generare contenuti che possono virtualmente raggiungere, istantaneamente, un pubblico globale.</p></blockquote>
<p><strong>Autocomunicazioni di massa</strong> significa che chiunque abbia accesso a una connessione è nella posizione di creare e diffondere messaggi e significati, non più soltanto i detentori del potere ‒ o chi per loro. È pertanto scontato che trapelino anche informazioni scomode, che in precedenza venivano facilmente occultate. I canali social, in particolare, rappresentano spazi di condivisione e collaborazione, all&#8217;interno dei quali gli utenti possono scambiarsi consigli, opinioni, conoscenze e notizie che li indurranno a intraprendere un comportamento piuttosto che un altro. Basti pensare a quanti, per esempio, valutino le recensioni di un ristorante per decidere se provare la sua cucina. La reputazione di un&#8217;attività, che sia positiva o negativa, si diffonde tramite un passaparola ‒ o Word Of Mouth (WOM) ‒ capillare e immediato, tanto che spesso si conosce praticamente tutto di un prodotto o servizio ben prima di acquistarlo.</p>
<p>Questo discorso generale può naturalmente venire applicato anche alla situazione attuale in Italia, dove i social media godono di un notevole bacino d&#8217;utenza. È perciò chiaro che le PMI debbano ripensare all&#8217;atteggiamento da assumere nei confronti dei consumatori, proprio in virtù di questa <strong><strong>autocomunicazione di massa </strong></strong>che permette a tutti di far sentire la propria voce, generando contenuti fruibili online.</p>
<p>La Redazione dell&#8217;Osservatorio Digitale PMI<br />
(Articolo tratto dalla pubblicazione dell&#8217;ODPMI <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/il-social-media-marketing-per-le-pmi/" target="_blank"><em>Guida all&#8217;uso dei social media nella Piccola e Media impresa</em></a>)</p>
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										</item>
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		<title>Digital PR e guest posting nella SEO</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/digital-pr/</link>
				<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 10:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
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		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La visibilità online non è tanto diversa da quella di tutti i giorni. Nessuno si accorgerà di un buon sito, se questo non è visibile al target di riferimento. Una delle attività più importanti in termini di visibilità, ma che spesso viene sottovalutata, sono le Digital PR. In questo articolo vedremo come integrare tali attività all’interno [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La visibilità online non è tanto diversa da quella di tutti i giorni. Nessuno si accorgerà di un buon sito, se questo non è <strong>visibile</strong> al target di riferimento. U</span>na delle attività più importanti in termini di visibilità, ma che spesso viene sottovalutata, sono le <strong>Digital PR</strong>. In questo articolo vedremo come integrare tali attività all’interno di una strategia <strong>SEO</strong>.</p>
<p><b>Cosa sono le Digital P.R.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di partire con il focus del nostro articolo, facciamo luce sul significato di Digital PR, spesso frainteso.<br />
</span>Le Digital PR sono tutte quelle attività necessarie per instaurare relazioni digitali che permettano a un brand o un’azienda di aumentare la propria popolarità online.<br />
Sotto questo termine, quindi, troviamo diverse attività, utili per:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Aumentare l’<strong>awareness</strong> di un brand</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Migliorare la <strong>brand reputation</strong></span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Generare Wom (<strong>Word of Mouth</strong>), ovvero il passaparola</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Generare nuovi <strong>contatti</strong></span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Intercettare <strong>influencer</strong> di settore</span></li>
</ul>
<p><b>Perché le Digital PR sono importanti per la SEO</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo che uno dei parametri più importanti per un sito, in ottica SEO, sono i backlink (o link in ingresso), che determinano l’autorevolezza di un sito web agli occhi del motore di ricerca.<br />
</span>Una delle azioni più profittevoli per ottenere link in ingresso di buona qualità che, quindi, soddisfino sia l’utente sia il motore di ricerca, è il <strong>Guest Posting</strong>, ovvero la pubblicazione di articoli (che linkano al mio sito) su altri blog, siti o portali a tema.<br />
In che modo, però, è possibile dare inizio a un’attività di Guest Posting?<br />
Ecco che entrano in gioco le Digital PR.</p>
<p><b><span id="more-1417"></span>Come individuare blog o portali di riferimento</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esistono diversi metodi e tool per selezionare blog, siti o portali a tema. Eccone alcuni:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Ricerca Manuale: molto semplicemente, potrai cercare direttamente su Google i siti a tema con il tuo settore che permettono la pubblicazione di guest post. Per agevolare la ricerca, potrai utilizzare l’operatore “allintitle”. Se, ad esempio, ti interessa il settore food, non dovrai far altro che digitare nella barra di ricerca di Google </span>allintitle: food guest post</li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Community Online: un’altra strategia per reperire contatti a tema, può essere quella di utilizzare le community su Facebook. Esistono, infatti, moltissimi gruppi di blogger o esperti di settore, perchè non provare con una semplice richiesta?</span></li>
</ul>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Tool: potrai anche utilizzare alcuni tools utili per le attività di linkbuilding. Tra questi ti consiglio Link Prospector e Scrapebox.</span></li>
</ul>
<p><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg"><img class=" size-full wp-image-1419 aligncenter" src="http://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg" alt="fumetti baloons" width="358" height="238" srcset="https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002.jpg 358w, https://osservatoriodigitalepmi.it/wp-content/uploads/2016/02/digital-pr_002-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 358px) 100vw, 358px" /></a></p>
<p><b>Come scegliere i migliori siti per il Guest Posting</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ricorda che il tuo obiettivo è quello di ottenere link in ingresso di qualità, quindi dovrai prestare molta attenzione alla selezione dei blog o siti su cui pubblicare i tuoi guest post.<br />
</span>Alcuni dei parametri da tenere in considerazione possono essere:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Domain Authority: per verificare l’autorità del dominio e, quindi, la qualità del link. Per valutarla puoi utilizzare la opensiteexplorer di Moz</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Presenza Social: anche questo può essere un fattore molto importante, anche per garantirsi un bacino di lettori in target.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Tipologia di link permessa: la miglior tipologia di link è ovviamente quella interna al testo con “Anchor Text” ottimizzato per la keyword della pagina di destinazione. Purtroppo, non sempre è permesso.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">Profilo backlink: un breve profilo dei backlink del sito ti aiuterà a capire la link popularity del sito. Potrai verificarlo sempre con la opensiteexplorer o con MajesticSEO.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Ecco uno dei modi per integrare le </span><b>Digital PR</b><span style="font-weight: 400;"> in una strategia SEO. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E tu, ne conosci altri?</span></p>
<p>Deborah Ascolese</p>
<p><a href="http://www.kiquix.com" target="_blank">sito web</a> <a href="https://www.linkedin.com/in/deborahascolese" target="_blank">Linkedin</a> <a href="https://www.facebook.com/deborah.ascolese" target="_blank">Facebook</a> <a href="https://twitter.com/DeborahAscolese" target="_blank">Twitter</a> <a href="https://plus.google.com/+DeborahAscolese/about/" target="_blank">Google+</a></p>
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										</item>
		<item>
		<title>Quali benefici dall’utilizzo di Internet per una PMI?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/quali-benefici-dallutilizzo-di-internet-per-una-pmi/</link>
				<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 13:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Promozione e vendita di prodotti o servizi stanno diventando, grazie alle tecnologie digital, sempre più efficaci ed efficienti. Efficaci perché in grado di proporre un modello di relazione diretta e personale con il prospect, con il cliente o con l’utente. Efficienti perché consentono di tracciare e monitorare costantemente le performance delle azioni sviluppate ottimizzando l’utilizzo [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Promozione e vendita di prodotti o servizi stanno diventando, grazie alle tecnologie digital, sempre più efficaci ed efficienti. <strong>Efficaci</strong> perché in grado di proporre un modello di relazione diretta e personale con il prospect, con il cliente o con l’utente. <strong>Efficienti</strong> perché consentono di tracciare e monitorare costantemente le performance delle azioni sviluppate ottimizzando l’utilizzo di risorse quali, per esempio, i budget media.</p>
<p><strong>Costi</strong> delle iniziative digital <strong>più contenuti</strong> rispetto ad altri media e buona diffusione di competenze di base sono fattori che permettono oggi alle PMI di raggiungere nuovi mercati (affacciandosi per esempio sul <strong>panorama internazionale</strong>) o di garantire nuovi servizi (come per esempio il <strong>customer care</strong>) azioni che, in entrambi i casi, avrebbero richiesto, in altri tempi, significativi investimenti in risorse e strutture.</p>
<p><span id="more-764"></span></p>
<p>Attivare una piattaforma di <strong>e-commerce,</strong> fare promotion e garantire un buon servizio di customer care può permettere di assicurare volumi di vendita (fatturati) altrimenti difficilmente raggiungibili. Rendere disponibile online un buon livello di informazione sui propri prodotti e/o servizi e cercare di ottenere una <strong>buona reputazione (online) </strong>influenzano in maniera positiva il processo di acquisto, sia nel caso di acquisti online, sia nel caso di acquisti più tradizionali (per es. richiesta di quotazione nel B2B).</p>
<p>Tutto quello che vive sotto il cappello della digital promotion non ha, tendenzialmente, costi importanti e, soprattutto, è tracciabile, e quindi<strong> misurabile, costantemente </strong>in modo che sia sempre visibile il trade-off tra i costi e i benefici, o, più precisamente, le<strong> conversioni </strong>( “conversion rates”) nell’ambito del proprio <strong>sales funnel</strong>.</p>
<p>Non ultimo il tema della <strong>relazione con clienti e/o utenti</strong> che oggi può (deve) essere abilitata per raccogliere feedback, critiche, suggerimenti di sviluppo per il proprio prodotto e/o servizio o anche indicazioni relative alla competition. Oggi le aziende che non “dialogano” perdono occasioni per fare marketing, comunicazione, per raccogliere informazioni e per effettuare delle vendite.</p>
<p>___________________</p>
<p>A un navigatore esperto queste considerazioni possono sembrare banali e ovvie ma se stiamo ipotizzando di intraprendere un <strong>percorso di evoluzione digitale</strong> per provare a “far giocare alla nostra PMI una partita diversa”, non possiamo trascurare questi spunti.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Il digital per lo sviluppo delle PMI italiane</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/il-digital-per-lo-sviluppo-delle-pmi-italiane/</link>
				<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 08:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=750</guid>
				<description><![CDATA[<p>Esce in questi giorni &#8220;Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane. Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”, il nuovo libro di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (Osservatorio Digitale PMI). Obiettivo di questa pubblicazione è guidare il lettore nella comprensione del fenomeno e di alcuni dei principali strumenti di digital marketing, fornendo uno spaccato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/il-digital-per-lo-sviluppo-delle-pmi-italiane/">Il digital per lo sviluppo delle PMI italiane</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Esce in questi giorni <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank">&#8220;<strong>Il digital per lo sviluppo delle PMI Italiane.</strong> Risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale PMI”</a>, il nuovo libro di Roberto Lo Jacono e Valeria Stranges (Osservatorio Digitale PMI).</p>
<p>Obiettivo di questa pubblicazione è guidare il lettore nella comprensione del fenomeno e di alcuni dei principali strumenti di <strong>digital marketing</strong>, fornendo uno spaccato sull’adozione delle tecnologie digital da parte delle Piccole e Medie Imprese italiane.</p>
<p>Nell’ambito dell<strong>’<a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/ricerca/" target="_blank">indagine</a></strong><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/ricerca/" target="_blank"> <strong>2014 dell’Osservatorio Digitale PMI</strong></a>, alla quale hanno partecipato più di 300 aziende, è emerso, per esempio, che:</p>
<ul>
<li>la quasi totalità delle imprese (90,43%) possiede un sito web;</li>
<li>il 37,96% ha ottimizzato il proprio sito per poter esser visualizzato da mobile devices;</li>
<li>solo il 25,55% promuove il proprio sito tramite attività di Search Engine Optimisation (SEO);</li>
<li>il 45,21% utilizza strumenti di e-mail marketing per inviare newsletter e/o offerte commerciali;</li>
<li>solo il 14,6 % effettua attività di Search Engine Marketing (SEM);</li>
<li>poco più della metà delle aziende del campione (54,13%) possiede una propria pagina sui social;</li>
<li>solo il 20,13% vende online (e-commerce);</li>
<li>il 71,29% delle imprese del campione non ha creato applicazioni (APP) per i dispositivi mobile.</li>
</ul>
<p><span id="more-750"></span></p>
<p>Il libro “Il digital per lo sviluppo delle PMI” è edito dall’Osservatorio Digitale PMI, iniziativa nata con l’obiettivo di analizzare l’importanza, il grado di adozione, i benefici e le principali barriere all’adozione di tecnologie digital nelle Piccole e Medie Imprese italiane. L’Osservatorio si occupa di ricerca, attraverso indagini di mercato, e divulgazione tramite pubblicazioni, formazione sugli strumenti digital, un <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/blog-oss-dig-pmi/" target="_blank">blog </a>e una presenza su <strong><a href="https://www.linkedin.com/company/osservatorio-digitale-pmi?trk=prof-exp-company-name">Linkedin.</a></strong></p>
<p>Il libro, oltre ad essere consultabile presso<strong> <a href="https://books.google.it/books?id=rbURBwAAQBAJ&amp;pg=PP1&amp;dq=IL+DIGITAL+PER+LO+SVILUPPO+DELLE+PMI+ITALIANE&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=5rABVe-ICdLAgwStjIO4BA&amp;ved=0CC8Q6AEwAA#v=onepage&amp;q=IL%20DIGITAL%20PER%20LO%20SVILUPPO%20DELLE%20PMI%20ITALIANE&amp;f=false" target="_blank">Google Books</a></strong>, è disponibile presso i <strong><a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/" target="_blank">principali store online</a></strong> (Amazon Kindle store, Google Play store, Apple IBook store, KOBO, IBS, Book Republic, La Feltrinelli, Hoepli etc.) sia in versione eBook (formato ePub e PDF) sia in versione cartacea.</p>
<p>Ci auguriamo che questa pubblicazione e l’Osservatorio Digitale PMI possano fornire un contributo a tutti coloro che ritengono che la ripresa del Paese Italia passi anche attraverso la diffusione di tecnologie digital usate in modo mirato, appropriato, efficiente ed efficace.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/il-digital-per-lo-sviluppo-delle-pmi-italiane/">Il digital per lo sviluppo delle PMI italiane</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Evoluzione Digitale: perché il digital è importante per le PMI?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/evoluzione-digitale-il-digital-per-le-pmi/</link>
				<pubDate>Wed, 18 Feb 2015 13:16:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=645</guid>
				<description><![CDATA[<p>Promozione e vendita di prodotti o servizi stanno diventando, grazie alle tecnologie digital, sempre più efficaci ed efficienti. Questa rivoluzione digitale, valida per tutte le tipologie di aziende, diventa strategica per il mondo della Piccola e Media Impresa (PMI), un mondo caratterizzato da realtà talora prudenti nei confronti degli strumenti e delle tecnologie digital. Costi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/evoluzione-digitale-il-digital-per-le-pmi/">Evoluzione Digitale: perché il digital è importante per le PMI?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Promozione e vendita di prodotti o servizi stanno diventando, grazie alle <b>tecnologie digital</b>, sempre più efficaci ed efficienti.</p>
<p>Questa <b>rivoluzione digitale</b>, valida per tutte le tipologie di aziende, diventa strategica per il mondo della <b>Piccola e Media Impresa (PMI)</b>, un mondo caratterizzato da realtà talora prudenti nei confronti degli strumenti e delle tecnologie digital.</p>
<p>Costi delle iniziative digital più contenuti rispetto ad altri media e buona diffusione di competenze di base sono fattori che permettono oggi alle PMI di raggiungere altri e nuovi mercati, affacciandosi per esempio al panorama internazionale, o di garantire servizi come il customer care, che fino a ieri avevano bisogno di significativi investimenti in risorse e strutture.</p>
<p>Attivare una piattaforma di e-commerce, fare promotion e garantire una buona reputazione online ai propri prodotti e servizi permette di assicurare volumi di vendita (fatturati) altrimenti difficilmente raggiungibili.<br />
Molte aziende stanno intraprendendo un percorso di <b>Evoluzione Digitale</b>, partendo da un semplice sito vetrina, passando poi alla presenza social, alla digital promotion fino ad arrivare al continuo monitoraggio della propria reputazione online.</p>
<p>Intraprendere oggi un corretto percorso di avvicinamento al mondo digital può assumere un valore strategico per la crescita, o anche solo per la sopravvivenza nel medio-lungo periodo, delle Piccole e Medie Imprese Italiane.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/evoluzione-digitale-il-digital-per-le-pmi/">Evoluzione Digitale: perché il digital è importante per le PMI?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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										</item>
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