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	<title>Osservatorio Digitale PMI</title>
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		<title>PMI 2.0, Go to Digital. Il percorso digital per le Piccole Medie Imprese</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/pmi-2-0-go-to-digital-il-percorso-digital-per-le-piccole-medie-imprese/</link>
				<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 09:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dario Colbacchini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Venerdi 21 aprile alle ore 14:00 l&#8217;Osservatorio Digitale PMI sarà presente a Technology Hub, l&#8217;evento professionale delle tecnologie con un Workshop dal titolo: &#8220;PMI 2.0, Go to Digital. Il percorso digital per le Piccole Medie Imprese&#8220;. Per informazioni: Technology Hub; 20 &#8211; 22 aprile a Milano, MiCo &#8211; Fieramilanocity http://www.technologyhub.it/ &#160; &#160; Clemente Poccianti</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdi 21 aprile alle ore 14:00</strong> l&#8217;Osservatorio Digitale PMI sarà presente a <strong>Technology Hub</strong>, l&#8217;evento professionale delle tecnologie con un Workshop dal titolo: &#8220;<strong>PMI 2.0, Go to Digital. Il percorso digital per le Piccole Medie Imprese</strong>&#8220;.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Technology Hub; 20 &#8211; 22 aprile a Milano, MiCo &#8211; Fieramilanocity<br />
<a href="http://www.technologyhub.it/">http://www.technologyhub.it/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class='avia-button-wrap avia-button-center '><a href='http://www.technologyhub.it/ingresso-omaggio/' class='avia-button  avia-icon_select-yes-left-icon avia-color-theme-color avia-size-x-large avia-position-center '  target="_blank"   ><span class='avia_button_icon avia_button_icon_left ' aria-hidden='true' data-av_icon='' data-av_iconfont='entypo-fontello'></span><span class='avia_iconbox_title' >Scarica il tuo biglietto online gratuito</span></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Clemente Poccianti</p>
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		<title>L&#8217;Osservatorio Digitale PMI è membro della Digital Skills and Jobs Coalition</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/odpmi-membro-della-digital-skills-and-jobs-coalition/</link>
				<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 21:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio Digitale PMI da febbraio 2017 è entrata a far parte della Digital Skills and Jobs Coalition, iniziativa della Commissione europea che coinvolge gli Stati membri, le imprese, le organizzazioni no-profit e le ONG. E&#8217; una piattaforma di cooperazione multi-stakeholder che ha come obiettivo quello di migliorare fra i cittadini europei l&#8217;apprendimento del digitale lavorando [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio Digitale PMI da febbraio 2017 è entrata a far parte della <strong>Digital Skills and Jobs Coalition</strong>, iniziativa della Commissione europea che coinvolge gli Stati membri, le imprese, le organizzazioni no-profit e le ONG. E&#8217; una piattaforma di cooperazione multi-stakeholder che ha come obiettivo quello di <strong>migliorare fra i cittadini europei l&#8217;apprendimento del digitale</strong> lavorando su quelle che devono essere le misure giuste per affrontare il divario che in Europa ancora è molto alto.<span id="more-1983"></span></p>
<p>L&#8217;Osservatorio Digitale PMI, da parte sua e facente forza della sua esperienza, sarà impegnata a dare un suo contributo analizzando a che punto è il livello di digitalizzazione della piccola e media impresa.</p>
<p>Per aderire alla Digital Skills and Jobs Coalition, esiste una Coalition Charter che stabilisce ai membri quali sono i principi da rispettare e le azioni da intraprendere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Sito della Digital Skills and Jobs Coalition:</h3>
<p><a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/digital-skills-jobs-coalition">https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/digital-skills-jobs-coalition</a></p>
<h3>La Digital Skills and Jobs Coalition è presente anche su Facebook e Twitter</h3>
<p>@DigitalSkillsEU<br />
#Digitalskills  #DSJCoalition</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Clemente Poccianti</em></p>
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		<item>
		<title>I Big Data al servizio delle aziende italiane, Pmi ancora in fase di “scoperta”</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/big-data-al-servizio-delle-aziende-italiane-pmi-ancora-fase-scoperta/</link>
				<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 15:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Data]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimissimi anni sempre più aziende italiane cominciano a fare uso degli strumenti di analisi dei dati, e lo fanno in modo più dettagliato e approfondito rispetto a prima. I Big Data, lo abbiamo visto negli articoli precedenti, storicamente si sviluppano come un nuovo e rivoluzionario sistema di analisi inizialmente diffusosi fra le grandi corporation [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimissimi anni sempre più aziende italiane cominciano a fare uso degli strumenti di analisi dei dati, e lo fanno in modo più dettagliato e approfondito rispetto a prima.<span id="more-1922"></span></p>
<p>I Big Data, lo abbiamo visto negli articoli precedenti, storicamente si sviluppano come un nuovo e rivoluzionario sistema di analisi inizialmente diffusosi fra le grandi corporation americane e nord europee che operano nell’area della finanza delle assicurazioni della grande distribuzione e delle telecomunicazioni; erano solo queste le realtà che si potevano permettere certi tipi di indagini di analisi con expertize e metodologie di lavoro dai costi ancora estremamente elevati; la situazione inizia a cambiare quando emergeranno per questo tipo di servizio delle nuove tipologie di offerta, non solo grandi aziende digitali al servizio delle multinazionali per lo sviluppo di nuovi business, ma anche piccole società innovative incentrate sull’attività di analisi dei dati che svilupperanno quasi dal nulla un offerta del tutto nuova: la business analytics.</p>
<p>Siamo indicativamente nel 2010, anno che da un punto di vista convenzionale è da considerarsi importante per i Big Data poiché è l’anno che in tutto il mondo prende piede la consapevolezza della grande opportunità che possono dare gli strumenti di analisi dei dati. Se vogliamo pensare alla vera scoperta dei Big Data in Italia dobbiamo partire dal 2015, dove un po’ tutti gli indicatori economici e gli studi sul tema hanno iniziato a produrre qualcosa di più consistente da un punto di vista dei numeri e dei risultati.</p>
<p>Ma è l’anno scorso, il 2016, che avviene la vera crescita per l’interesse sull’analisi dei dati, con una crescita complessiva del 15% e un giro di affari di oltre 900 milioni di euro; la richiesta più gettonata è l‘analisi predittiva, cioè capire in anticipo il valore e l’impatto del prodotto o servizio, anche se dobbiamo precisare che continuiamo sempre a parlare di aziende di grandi dimensioni.</p>
<p>Ma se prendiamo come punto di riferimento le Pmi, cioè le aziende che vanno dai 10 ai 250 dipendenti abbiamo risultati molto differenti, considerando il fatto oltre tutto che il tessuto italiano è costituito da aziende in larga parte sotto i 10 dipendenti.</p>
<p>Per questo ci viene in aiuto l’Osservatorio Big Data Analytics &amp; Business Intelligence del Politecnico di Milano, che ha svolto un’ indagine prendendo come riferimento di studio quasi mille imprese italiane, di cui 150 grandi aziende e le restanti piccole e medie imprese, divise e incasellate a loro volte in settore di produzione e di territorio; <strong>per l’anno 2016 troviamo solo un 8% delle aziende italiane che utilizza i Big Data in maniera già consona e ben collegata alla sua attività, collocandosi a un alto livello di maturità, mentre il 26% è in una fase iniziale di valutazione dei benefici che questi potrebbero contribuire a dare. Situazione completamente differente per il restante 66% delle aziende analizzate che non solo non adottano nessuna tecnologia di analisi dati, ma non sono a conoscenza dello strumento quindi non possiedono nemmeno la minima idea delle opportunità che ne potrebbero ricevere.</strong></p>
<p>Un altro studio ha dimostrato che l’utilizzo dei dati come strumento di gestione aziendale non riscontra alte performances, solo un’azienda su tre adotta modelli di descriptive analytics e solo il 16% di queste lavora e investe su analisi predittive.</p>
<p>Per dare una valutazione generale possiamo però affermare che l’Italia fra i paesi europei non si colloca così male, siamo sopra la media europea e sempre più possiamo avvicinarci ai grandi paesi europei come Germania e Francia. Secondo alcuni studi i Big Data possono fare aumentare la produttività dell’azienda fino al 10% rispetto a chi non li usa.</p>
<p>In Italia esistono ancora tutta una serie di tipologie di imprese, soprattutto quelle del settore del manifatturiero, che hanno una organizzazione a carattere ancora familiare dove la verticalizzazione delle decisioni resta ancora in mano a una sola persona e dove si fa molta fatica a fare passare il concetto di innovazione digitale e quindi anche, a maggiore ragione, gli strumenti di analisi dei Big Data.</p>
<p><em>Clemente Poccianti</em></p>
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		<title>Innovalombardia: opportunità di finanziamento per l’area innovazione di Finlombarda</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/innovalombardia-opportunita-finanziamento-larea-innovazione-finlombarda/</link>
				<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 07:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1827</guid>
				<description><![CDATA[<p>Dal 9 gennaio 2017 sarà aperto lo sportello che prende il nome di Innovalombardia &#8211; Linea Innovazione dedicato a progetti per l’area dell’innovazione provenienti da PMI e da Mid Cap con sede in Lombardia. Cosa tratta: Linea Innovazione è un’iniziativa che investe sull’innovazione sia a livello di prodotto che di processo tramite l’erogazione di un [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 9 gennaio 2017 sarà aperto lo sportello che prende il nome di <strong>Innovalombardia &#8211; Linea Innovazione dedicato a progetti per l’area dell’innovazione provenienti da PMI e da Mid Cap con sede in Lombardia.<span id="more-1827"></span></strong></p>
<h3>Cosa tratta:</h3>
<p>Linea Innovazione è un’iniziativa che investe sull’innovazione sia a livello di prodotto che di processo tramite l’erogazione di un finanziamento con un contributo in conto interessi.<br />
E’ strutturata in due sottomisure: la Sottomisura Prodotto e la Sottomisura Processo.</p>
<ol>
<li>Prodotto.</li>
<li>Processo.</li>
</ol>
<ol>
<li><strong>Sottomisura Prodotto</strong>, finanzia i progetti di industrializzazione di un progetto di R&amp;S (Ricerca e Sviluppo) finalizzato al miglioramento di un prodotto esistente (es. caratteristiche tecniche, componenti, materiali, software incorporati, facilità d’uso o altre caratteristiche funzionali) o alla realizzazione di un nuovo prodotto. I progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Intelligente di Regione Lombardia.A chi si rivolge: PMI lombarde Mid Cap lombarde già costituite e iscritte al Registro delle Imprese da almeno 24 mesi alla data di presentazione della domanda.</li>
<li><strong>Sottomisura Processo</strong>, finanzia i progetti finalizzati all’innovazione di processo attraverso l’introduzione di un metodo di produzione/distribuzione nuovo o sensibilmente migliorato. I progetti dovranno essere coerenti con la Strategia di Specializzazione Intelligente di Regione Lombardia.A chi si rivolge: PMI lombarde e Mid Cap lombarde già costituite e iscritte al Registro delle Imprese da almeno 24 mesi alla data di presentazione della domanda.</li>
</ol>
<p>Importo: Tra un minimo di € 300.000 e un massimo di € 7.000.000; Copertura: Fino al 100% delle spese sostenute per la realizzazione del Progetto.<br />
Durata: Compresa tra un minimo di 3 anni e un massimo di 7 anni incluso l’eventuale preammortamento;<br />
Modalità di erogazione: tra il 20% e il 70% alla sottoscrizione del contratto di finanziamento, restante quota a saldo a conclusione del Progetto.</p>
<p>La domanda di partecipazione dovrà essere presentata esclusivamente online <strong>a partire dalle ore 10.00 del 9 gennaio 2017</strong>.</p>
<p>Maggiori informazioni:<br />
<a href="http://www.finlombarda.it/finanziamentieservizi/lineainnovazione">http://www.finlombarda.it/finanziamentieservizi/lineainnovazione</a><br />
Clemente Poccianti</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/innovalombardia-opportunita-finanziamento-larea-innovazione-finlombarda/">Innovalombardia: opportunità di finanziamento per l’area innovazione di Finlombarda</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>L’Unione europea nel settore del digitale; l’Agenda digitale europea</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/lunione-europea-nel-settore-del-digitale-lagenda-digitale-europea/</link>
				<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 08:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1819</guid>
				<description><![CDATA[<p>Fin dagli inizi del 2000 il mondo economico legato alle tecnologie digitali e all’ICT (Information Communication Technology), composto dalle prime nascenti startup, PMI e grandi aziende, ha contribuito a oltre la metà dell&#8217;aumento di produttività nell’area dei paesi Ue; questa tendenza aumenterà per gli anni a venire. L’economia legata al digitale oggi cresce sette volte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/lunione-europea-nel-settore-del-digitale-lagenda-digitale-europea/">L’Unione europea nel settore del digitale; l’Agenda digitale europea</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Fin dagli inizi del 2000 il mondo economico legato alle tecnologie digitali e all’ICT (Information Communication Technology), composto dalle prime nascenti startup, PMI e grandi aziende, ha contribuito a oltre la metà dell&#8217;aumento di produttività nell’area dei paesi Ue; questa tendenza aumenterà per gli anni a venire. <span id="more-1819"></span>L’economia legata al digitale oggi cresce sette volte più rapidamente rispetto agli altri settori diciamo più “tradizionali” con gli immensi benefici che tutti noi percepiamo ma che spesso abbiamo difficoltà in termini complessivi a quantificare. Questa difficoltà l’ha percepita anche l’Unione Europea che tramite la Commissione nell’ambito della Strategia europea 2020 ha lanciato a maggio 2010 un’insieme di interventi di grandi aspettative che va sotto il nome di Agenda digitale europea.</p>
<p>Di cosa si tratta; <strong>l’Agenda digitale europa</strong> è un pacchetto di provvedimenti economici e normativi che ha l’obiettivo di dare maggiore spinta alla crescita economica che grazie alla diffusione dei benefici derivanti dal digitale dovrà ridurre le differenze sociali e la disoccupazione.</p>
<p>A livello pratico l’Agenda digitale europa è una grande sfida di coordinamento e ottimizzazione e evidenzia le varie dimensioni del digitale in maniera sistemica, non è solo un recepimento delle linee guida della Commissione europea ma rappresenta anche in una visione integrata e sinergica un completamento trasversale delle molte iniziative da avviare.</p>
<p>I punti dell’Agenda digitale europea:</p>
<ul>
<li>Realizzare il mercato digitale unico.</li>
<li>Sviluppare le interoperabilità e gli standard.</li>
<li>Investire nella ricerca e nell’innovazione.</li>
<li>Incentivare l’alfabetizzazione digitale e le competenze informatiche.</li>
<li>Promuovere l’accesso a internet veloce per tutti.</li>
<li>Combattere la criminalità informatica.</li>
</ul>
<p>Per maggior dettagli vedi <a href="http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/agenda-digitale-europea">Agenda digitale europa</a> o <a href="https://ec.europa.eu/digital-single-market/">EU digital single market</a>.</p>
<p>__________</p>
<p><a href="https://www.linkedin.com/in/clemente-poccianti-78b896">Clemente Poccianti<br />
</a>Advisor in European Policy and Law</p>
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										</item>
		<item>
		<title>E-Law per le PMI ai tempi del digital</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/law-le-pmi-ai-tempi-del-digital/</link>
				<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 10:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Law & Legal]]></category>
		<category><![CDATA[e-law]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1790</guid>
				<description><![CDATA[<p>Parlare di E-Law significa parlare di una disciplina nuova, capace di attirare molto interesse, e va a toccare la realtà della Piccola Media Impresa a 360°. Oggi ne parliamo con l’Avv. Anna Capoluongo dello Studio Legale Capoluongo di Milano! Infatti leggi, casi concreti e strumenti sono i principali fattori al centro di questo interessante e, [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parlare di E-Law significa parlare di una disciplina nuova, capace di attirare molto interesse, e va a toccare la realtà della Piccola Media Impresa a 360°. Oggi ne parliamo con l’Avv. Anna Capoluongo dello Studio Legale Capoluongo di Milano!<span id="more-1790"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti leggi, casi concreti e strumenti sono i principali fattori al centro di questo interessante e, allo stesso tempo, delicato tema. Oggi scopriremo alcuni spunti utili con l’<a href="http://www.studiolegalecapoluongo.eu/">Avv. Anna Capoluongo partner @ Studio Legale Capoluongo</a>, esperta nel diritto civile e delle nuove tecnologie.</p>
<h3 style="text-align: justify;">1) Quando parliamo di e-law per le pmi, a cosa ci riferiamo nel concreto?</h3>
<p style="text-align: justify;">Con il termine <em>e-law</em> si vuole individuare quella branca del diritto di nuova generazione che concentra i propri sforzi nello studio delle tematiche legate alle nuove tecnologie e nella risoluzione di tutti quegli <em>impasses </em>dovuti all&#8217;interfacciarsi del giuridico con la realtà digitale.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, passatemi l&#8217;espressione, significa trovare la quadra tra diritto, norme applicabili e una realtà dinamica come quella del <em>digital</em> e dei <em>new media</em>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">2) Quanto e perché è importante parlare di e-law per le pmi oggi giorno?</h3>
<p style="text-align: justify;">Importantissimo. Basti pensare che nell&#8217;ultimo anno (marzo 2015 – giugno 2016), in Italia, si è rilevato un tasso di aumento delle nuove imprese (<em>start up</em> innovative) del +9,27% contro il +1,16% delle società di capitali. La nuova frontiera della produttività aziendale è rappresentata, senza ombra di dubbio, dall&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie e dall&#8217;investimento delle Società nelle stesse. La portata di tutto ciò è evidente, ma perché possa coincidere con un equivalente aumento di produttività deve necessariamente fondare le proprie basi su una solida incastellatura giuridica. Ancora troppo spesso i profili legali della materia vengono visti come meri costi, quando, invece, i veri costi derivano proprio dalla sottovalutazione di tali tematiche. Bisogna curare l&#8217;impresa a 360°.</p>
<h3 style="text-align: justify;">3) Quali aspetti le pmi dovrebbero ritenere interessanti e quindi affrontare per vivere in modo fiorente il cambiamento digitale?</h3>
<p style="text-align: justify;">Se non si é <em>digital</em>, si piace di meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere al passo con la concorrenza, superarla, innovare e distinguersi, suscitare nell&#8217;utente finale un “pensiero” positivo ed un attaccamento al <em>brand</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna curare l&#8217;”aspetto”, ma con la certezza di avere solide basi di rispetto delle normative.</p>
<p style="text-align: justify;">Le PMI devono, quindi, concentrarsi anche sugli aspetti contrattualistici, di privacy, di informativa, consenso, conservazione e cancellazione dei dati, e-commerce, smart working, fatturazione elettronica, proprietà industriale, sistemi biometrici etc.</p>
<p style="text-align: justify;">In poche parole: reputation, sentiment, marketing e, ovviamente, e-law.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dedure, come anticipato all’inizio, che le realtà definite PMI non sono esenti da questa nuova disciplina. Anzi, forse sono proprio quest’ultime ad averne più bisogno e spesso non se ne ha la giusta consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo <a href="https://it.linkedin.com/in/anna-capoluongo-59351a17">l’avvocato Anna Capoluongo</a> per i preziosi spunti, ti ricordiamo che è possibile trovare maggiori approfondimenti “<a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/e-law-il-diritto-al-tempo-del-digital/"><strong>E-Law: il diritto al tempo del digital</strong></a>”. Commenta oppure scrivici se ricerchi informazioni più specifiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it/law-le-pmi-ai-tempi-del-digital/">E-Law per le PMI ai tempi del digital</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://osservatoriodigitalepmi.it">Osservatorio Digitale PMI</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>SEO Copywriting per PMI</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/seo-copywriting-per-pmi/</link>
				<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 08:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>
		<category><![CDATA[SEO Copywriting per PMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1777</guid>
				<description><![CDATA[<p>In questo secondo articolo riparliamo di SEO Copywriting per PMI. Infatti, dopo avervi parlato di Content SEO tramite un breve decalogo, oggi andiamo più nello specifico e a capire come intervenire sul contenuto del nostro sito per ottenere una corretta ottimizzazione. Quando parliamo di SEO Copywriting ci riferiamo alla pianificazione di tutte quelle attività che [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>In questo secondo articolo riparliamo di SEO Copywriting per PMI. Infatti, dopo avervi parlato di Content SEO tramite un breve decalogo, oggi andiamo più nello specifico e a capire come intervenire sul contenuto del nostro sito per ottenere una corretta ottimizzazione.<span id="more-1777"></span></p>
<p>Quando parliamo di SEO Copywriting ci riferiamo alla pianificazione di tutte quelle attività che ci permettono di raggiungere il nostro potenziale pubblico, e coinvolgerlo quindi non lavoriamo in primis per i motori di ricerca ma per le persone che usufruiranno del nostro prodotto.</p>
<p>Sembra facile a dirsi, in realtà non è complicato se fate attenzione ai consigli che riportiamo di seguito:</p>
<ol>
<li>Per un corretto SEO Copywriting, le pagine dovrebbero avere un alto rapporto tra testo e codice a favore del testo. Quindi se si visualizza il codice sorgente di una pagina, ci dovrebbe essere <strong>molto più testo rispetto al codice</strong> I motori di ricerca lo ameranno.</li>
<li>Occhio ai <strong>nomi dei file delle immagini</strong>! Utilizza la parola chiave nel nome del file (immagini o documenti allegati) e avrai un beneficio SEO.</li>
<li>Usa il tag <strong>&lt;h1&gt;</strong> per il titolo. Google terrà il titolo in estrema considerazione soprattutto se le parole del titolo sono presenti anche in qualche altra parte del testo.</li>
<li>Scrivi in modo che il <strong>titolo sia significativo</strong>. Preferisci una lunghezza del titolo della pagina fra i 35 e i 70 caratteri. Piuttosto che intitolare &#8220;Thermo468&#8221; è meglio &#8220;Thermo 468, il termoregolatore intelligente&#8221;.</li>
<li>Utilizza la <strong>strategia Long Tail</strong>: meglio molte parole chiave con volume di ricerca inferiore rispetto a scegliere poche parole chiave con un alto volume di ricerca.</li>
</ol>
<ol start="6">
<li>Non sottovalutare l&#8217;<strong>URL</strong> della pagina. Fai in modo che contenga la keyword di riferimento</li>
<li>Definisci la <strong><em>meta descrition</em></strong> dell’articolo/pagina. Ricorda che se non viene definita viene inserito l&#8217;inizio del testo della pagina di norma poco significativo.</li>
<li>Google, per quanto avanzato, resta pur sempre un motore “cieco”, quindi può capire il contenuto delle immagini solo dal contesto in cui si trovano. Spesso però il contesto non è sufficiente, quindi ottimizza il nome file e gli <strong>attributi <em>alt</em> e <em>title</em></strong> perché le nostre immagini non restino insabbiate.</li>
<li>I sinonimi, i plurali, variazioni grammaticali e parole correlate sono appetitosi per i motori di ricerca.</li>
</ol>
<ol start="10">
<li>Ricordiamoci che stiamo scrivendo un <em>ipertesto</em>, non dimentichiamo di inserire dei <strong>link interni</strong> al nostro sito.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hai già applicato queste semplici e utilissime regole? Raccontaci quali sono state le tue esigenze e come hai trovato la risposta giusta ai tuoi quesiti.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>10 pillole di Content SEO (parte 1)</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/10-pillole-content-seo-parte-1/</link>
				<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 06:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[SEM e SEO]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo del nuovo millennio pone le aziende davanti a inesplorati orizzonti. Diversi strumenti cambiano faccia, presentandosi come spazi digitali ricchi di box da riempire di contenuti. Come creare e gestire questi contenuti? Scopri 10 pillole di Content Seo per dare vita a contenuti d&#8217;impatto! L&#8217;avvento del nuovo millennio, si sa, ha portato una serie di [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo del nuovo millennio pone le aziende davanti a inesplorati orizzonti. Diversi strumenti cambiano faccia, presentandosi come spazi digitali ricchi di box da riempire di contenuti. Come creare e gestire questi contenuti? Scopri 10 pillole di Content Seo per dare vita a contenuti d&#8217;impatto!<span id="more-1770"></span></p>
<p>L&#8217;avvento del nuovo millennio, si sa, ha portato una serie di cambiamenti. Speranza in un mondo migliore, in tecnologie sempre più evolute, ma anche paure di una fine improvvisa e, in campo informatico, terrore che le datazioni dei vari dispositivi potessero impazzire generando il caos!</p>
<h2><strong>Quando nasce la Content Seo?</strong></h2>
<p>Internet si trovava in una delle sue fasi più felici. I siti statici sempre più venivano sostituiti da piattaforme flessibili e molto più funzionali, si tornava a dare il giusto peso ai contenuti limitando estrose grafiche e animazioni fini a se stesse e in terre lontane si iniziava a sognare di portali di condivisione che ben presto avrebbero rivoluzionato la nostra vita.</p>
<p>E&#8217; in questo contesto che si inizia a parlare di Web 2.0. Il motto, profetizzato anni prima da Bill Gates, diventa &#8220;<em>Content is the King</em>&#8220;. Ogni giorno nascono nuovi siti, magazine e blog dove sono gli articoli redazionali a diventare la spina dorsale del sito stesso.</p>
<p>Con tutto questo fermento i motori di ricerca, o meglio Google, non rimane a guardare. <strong>Contenuti di qualità</strong>, <strong>autorità del brand</strong>, longevità del dominio, mancanza di contenuti duplicati, <strong>mappe del sito funzionali</strong> e tanti altri elementi (più o meno oggettivi) spingono il SEO verso gli aspetti qualitativi piuttosto delle astuzie del passato.</p>
<h2><strong>Content Seo: 10 pillole per contenuti d&#8217;impatto!</strong></h2>
<p>Ogni anno che passa la logica intuita 15 anni fa si fa sempre più estrema. Titoli, sottotitoli, paragrafi di testo, immagini, collegamenti&#8230; Ogni elemento che inseriamo deve avere una serie precisa di parametri e avere un sito/blog/magazine non ottimizzato, o con un ottimizzazione errata, oggi è un vero suicidio.</p>
<p>Vediamo un funzionale decalogo dei principali accorgimenti.</p>
<ol>
<li><strong>Scrivi per gli utenti, ottimizza per i robot</strong>. Ricorda che i tuoi utenti sono le persone e non i motori di ricerca. Se i tuoi contenuti sono piacevoli per i tuoi lettori allora piaceranno anche ai motori di ricerca. Più i tuoi utenti leggeranno, commenteranno, risponderanno, condivideranno i tuoi contenuti e più i motori di ricerca ti considereranno autorevole e ti premieranno.</li>
<li><strong>Utilizza una piattaforma di qualità</strong>. Se il sito in HTML potenzialmente può essere considerato il massimo livello relativo all’ottimizzazione SEO, oggi si prediligono piattaforme CMS (Content Management System) che permettono una maggiore flessibilità e facilità di aggiornamento.<br />
Ad esempio WordPress è stato originariamente progettato per i blog, ma è versatile e abbastanza potente da essere usato anche per un modesto e-commerce (grazie ad appositi plugin). Joomla è un altro popolare CMS, anche se è un po’ più difficile da personalizzare per scopi SEO. Magento è un sistema CMS progettato specificamente per e-commerce, è molto ma molto potente e versatile, ma più difficile da utilizzare…</li>
<li>Estetica e funzionalità. La tua home page è una delle risorse più importanti che hai, è la prima pagina che un motore di ricerca esamina ed è la home page ad essere la principale fonte di PageRank. Non usare <strong>Flash</strong>! Ci mette molto a caricare e i suoi contenuti non possono essere letti dai motori di ricerca. Non usare i <strong>frame</strong>, distruggono completamente le possibilità di un sito web di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca. Se un sito web utilizza dei frame, l’unica pagina che i motori di ricerca indicizzeranno è la home page.</li>
<li>Dai al tuo sito una <strong>struttura gerarchica ben organizzata</strong> e senza troppi livelli. Il tuo obiettivo deve essere quello di avere ogni prodotto a non più di tre click di distanza dalla tua home. Se un lettore ha difficoltà a navigare nel nostro sito figuriamoci un motore di ricerca. Eccessivo codice, codice non pulito, troppi elementi multimediali a scapito di contenuti testuali possono complicare la vita dei robot e penalizzarvi. Piuttosto aiutiamoli con una <strong>sitemap</strong>.</li>
<li>Non sottovalutare il <strong>layout responsive</strong>. Oggi le statistiche dicono che la maggior parte delle visualizzazioni di un sito avviene da un dispositivo mobile. Le informazioni e le gerarchie devono essere ottimizzate evidenziando le priorità e mettendo il superfluo in secondo piano.</li>
<li><strong>Condividi i tuoi articoli e fai condividere i tuoi articoli</strong>. Condividili sui tuoi canali social in modo da amplificare il messaggio e raggiungere maggiori utenti e metti i pulsanti di condivisione ai principali social network. Pubblica articoli di interesse (offerte, novità, eventi, ecc.) in modo da rendere appetibile il proprio contenuto ai tuoi lettori.</li>
<li><strong>Aggiornamenti e news</strong>. Un sito non aggiornato è un sito morto. Le news sono il veicolo più semplice e spesso utili a veicolare messaggi trasversali come la partecipazione ad eventi di settore, open-day aziendali, ma anche più semplicemente l’occasione per ringraziare i partecipanti alla cena di Natale aziendale!</li>
<li>Comunicare a 360°. <strong>Condividi i tuoi articoli</strong> sui differenti canali perché la comunicazione aziendale deve essere multidirezionale, a 360°. Sbagliato sarebbe considerarla monodirezionale sito/social.</li>
</ol>
<ol start="9">
<li>Quando si parla di contenuto non si parla di solo testo. Le <strong>immagini</strong> alleggeriscono la lettura della pagina, aiutano la comprensione del nostro articolo e rimangono impresse più a lungo</li>
<li>E per concludere, <strong>usate le liste e gli elenchi numerati</strong>! Risultano di più facile fruizione e gli utenti le preferiscono 🙂</li>
</ol>
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		<item>
		<title>E-Law: La privacy ai tempi di internet</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/law-la-privacy-ai-tempi-internet/</link>
				<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 06:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Law & Legal]]></category>
		<category><![CDATA[e-law]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; Oggi sono disponibili nuovi strumenti per la comunicazione e le attività di marketing, vendita e customer care. Strumenti in prevalenza disponibili online e capaci di snellire diversi processi aziendali e di influenzare la reputazione online. Come orientarsi quindi? In risposta abbiamo arricchito le nostre pubblicazioni con il nuovo libro dal titolo &#8220;E-law: il diritto [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi sono disponibili nuovi strumenti per la comunicazione e le attività di marketing, vendita e customer care. Strumenti in prevalenza disponibili online e capaci di snellire diversi processi aziendali e di influenzare la reputazione online. Come orientarsi quindi? In risposta abbiamo arricchito le nostre pubblicazioni con il nuovo libro dal titolo &#8220;E-law: il diritto al tempo del digital&#8221; scritto da Anna Capoluongo, Luca Fabbroni e a cura di Roberto Lo Jacono. Scopri tutte le nuove curiosità!<span id="more-1763"></span></p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi sono disponibili nuovi strumenti per la comunicazione, per il marketing, per la vendita e per il customer care. Ci riferiamo a quel mondo digital che vede nel web, nel mobile, nelle piattaforme di vendita on line, nei social media, nel content marketing &#8211; e non solo &#8211; una serie di mezzi che possono abilitare significativi cambiamenti nei tradizionali modelli di business.</p>
<p>Cambiare significa adottare modelli organizzativi diversi, relazioni differenti con fornitori e clienti, migliori livelli di servizio, scenari spazio-temporali più ampi, modalità alternative di posizionamento sui mercati e molto altro. Sostanzialmente vuol dire “fare impresa” grazie a nuovi paradigmi, accogliendo, de facto, una vera e propria trasformazione delle logiche aziendali, dei modelli e dell’impresa stessa.</p>
<p>Questa “rivoluzione digitale” può verificarsi all&#8217;interno di aziende di qualsiasi dimensione, ma ha un impatto particolare – e sostanziale – sull&#8217;universo delle Piccole e Medie Imprese, nonostante questo sia caratterizzato dalla presenza di realtà piuttosto prudenti, e, talvolta, persino scettiche nei confronti degli strumenti e delle tecnologie digitali.</p>
<p>Le PMI italiane di fronte a questi temi si ritrovano, in generale, disorientate e, temendo di fare passi falsi, spesso si bloccano. Alcune, per fronteggiare i sensibili mutamenti verificatisi nel panorama comunicativo, hanno iniziato ad esplorare il mondo digital, mentre altre se ne sono completamente estraniate, rimanendo affezionate a modelli che, per il momento, le mantengono in una sorta di “comfort zone” sulla scorta di pensieri quali: “non conosco”, “non faccio”, “finora è andata bene”, “abbiamo sempre fatto così&#8221;.</p>
<p>Chi ha avuto il coraggio di muovere i primi passi, oltre ad affrontare temi quali digital strategy e conoscenza approfondita degli strumenti digital, ha potuto constatare che risulta necessario conciliare tecnologie e logiche del web con le norme vigenti in fatto di dati, di informazioni pubblicate in rete e di tutti quegli aspetti che il Diritto di internet va a normare.</p>
<p>Per questo motivo abbiamo dato vita a una nuova pubblicazione edita dall’ Osservatorio digitale delle PMI &#8211; E-Law: il diritto al tempo del digital. Questa pubblicazione nasce con l&#8217;obiettivo di fornire alle PMI italiane una guida per districarsi fra le numerose e talora poco intuitive normative in tema di diritti digitali, privacy, e-labour &amp; civil law, nonché digital desk. Non si propone di essere in tutto e per tutto esaustiva, in quanto la vastità dell&#8217;argomento non lo consentirebbe, ma di rappresentare uno strumento utile e di facile consultazione per tutte le aziende che desiderano o sentono la necessità di approfondire il tema.</p>
<h3>E-law: indice e temi trattati</h3>
<p>Il primo capitolo, muove da una panoramica relativa alla dichiarazione dei diritti di internet che aiuti a far comprendere i passi effettuati per regolamentare questa materia, con un focus particolare sul diritto</p>
<p>all’oblio. Una normativa, questa, utile per monitorare e proteggere la propria identità online.</p>
<p>Nel secondo capitolo, invece, vengono delineati i tratti fondamentali del delicato ambito che va sotto il nome di “Privacy”, con una veloce digressione sulle novità normative in materia, per, poi, chiudere con la ricetta da seguire per applicare i corretti strumenti di monitoraggio del traffico online (Cookie Law).</p>
<p>Last but not least, nel terzo e nel quarto capitolo, si affrontano aspetti dal carattere tecnico, perché parlando di creare e-commerce a prova di legge, di firma digitale, PEC e altri servizi non è possibile evitare il decalogo normativo e alcuni accenni sulla tecnologia utilizzata.</p>
<p>Troppo spesso, presi dalla frenesia quotidiana, rendiamo pubblicamente disponibili online numerose informazioni senza effettivamente sapere quali siano realmente i nostri doveri ed i nostri diritti, incappando, così, in episodi spiacevoli come nel caso CryptoLocker (Capitolo 4.2 Sicurezza Digitale) e trovandoci, poi, obbligati a seguire una lunga procedura che, ahimè, blocca la nostra azienda.</p>
<p>Meglio pensarci prima non credi? Acquista E – Law al tempo del digital nella versione Ebook, disponibile nei maggiori Store online. <a href="http://osservatoriodigitalepmi.it/pubblicazioni/e-law-il-diritto-al-tempo-del-digital/">Collegati al tuo preferito!</a></p>
<p>Buona lettura.</p>
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		<item>
		<title>Perchè fare email marketing?</title>
		<link>https://osservatoriodigitalepmi.it/perche-fare-email-marketing/</link>
				<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 07:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia digitale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://osservatoriodigitalepmi.it/?p=1650</guid>
				<description><![CDATA[<p>Parlandovi di Email marketing come strumento capace di apportare un contributo all&#8217;immagine e alla credibilità aziendale, abbiamo spostato il focus sul saper creare una strategia precisa e ben definita. Ma quali sono le motivazioni intrinseche e forti così tanto da spingere il suo utilizzo all&#8217;interno dell&#8217;azienda? Le prossime righe daranno una breve e concisa lettura, tutta da scoprire! Se consideriamo la ricerca [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Parlandovi di Email marketing come strumento capace di apportare un contributo all&#8217;immagine e alla credibilità aziendale, abbiamo spostato il focus sul saper creare una strategia precisa e ben definita. Ma quali sono le motivazioni intrinseche e forti così tanto da spingere il suo utilizzo all&#8217;interno dell&#8217;azienda? Le prossime righe daranno una breve e concisa lettura, tutta da scoprire!</p>
<p><span id="more-1650"></span></p>
<p>Se consideriamo la ricerca sulla Comunicazione Corporate, elaborata da AIIM International and Kahn Consulting Study, è possibile notare dalle valutazioni finali come l&#8217;email sia il canale che riscontra una comunicazione predominante. Basti pensare a quante email circolano negli uffici di una azienda, nonostante i portali web di informazione e tematici e la messaggistica istantanea.</p>
<p>A questo punto una domanda sorge spontanea: quali sono le motivazioni che spingono ad utilizzare così tanto uno strumento come le email? Guardando sempre alla comunicazione di tipo aziendale possiamo elencare sette caratteristiche primarie:</p>
<ol>
<li>Pervasiva</li>
<li>Comprensibile</li>
<li>Accessibile ovunque</li>
<li>Personalizzabile</li>
<li>Gestibile e configurabile</li>
<li>User-friendly</li>
<li>Multi Device</li>
</ol>
<p>Se invece preferiamo creare una sintesi, possiamo allora sostenere che per la natura conversazionale, uno strumento come l&#8217;email marketing è il mezzo perfetto per coinvolgere il cliente nello scambio di informazioni punto a punto (anche detto peer-to-peer). Da un punto di vista strategico e pratico, pensiamo all&#8217;invio di newsletter fatto per mantenere aggiornati i clienti e legate a nuovi articoli oppure a nuove partnership o ancora all&#8217;ingresso di nuovi prodotti/servizi e in nuovi mercati.</p>
<p>Oltre a questa prima modalità, vi sono ulteriori e differenti approcci all’utilizzo dell’Email marketing fra questi segnaliamo:</p>
<ul>
<li>Commodity &#8211;&gt; Focalizzazione sui costi &#8211;&gt;  <strong>visto come  veicolo  economico per  comunicazioni  di volume</strong></li>
<li>Communities &#8211;&gt; Focalizzazione sul processo &#8211;&gt;  <strong>usato per  aumentare la  fidelizzazione e  individuare il  comportamento</strong></li>
<li>E-Tailing  &#8211;&gt; Focalizzazione sul profitto &#8211;&gt; <strong>approccio  di Marketing per  vendere prodotti e  servizi in modalità  elettronica</strong></li>
</ul>
<p>Se desideriamo fare una sintesi schematica si potrebbero riassumere i rapporti sopra citati in questa chiave: Capacità &#8211;&gt;Flessibilità &#8211;&gt; Investimento &#8211;&gt; Immaginazione.</p>
<p>Le potenzialità dell’E-mail Marketing sono quindi fra le più elevate all’interno dei principali canali digital, in quanto esso rappresenta uno degli strumenti più “cost-effective&#8221; per la comunicazione esterna, considerando che con un target appropriato e campagne eseguite professionalmente, si possono generare “action rate” fino al 30% se non oltre (per “action rate” si intende il livello di azioni indotte dall’email, ovvero il rapporto tra click e open) ma non andiamo troppo nel tecnicismo, e domandiamo a voi quale approccio di email marketing preferite applicare all&#8217;interno della vostra azienda!</p>
<p>&nbsp;</p>
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										</item>
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